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S.A. 30 gennaio 2012
100mila disoccupati sardi: Cisl in campo
Più di seimila richieste di sussidio straordinario presentate all’assessorato del lavoro e che si aggiungono ai 100mila lavoratori e disoccupati: i dati della crisi del lavoro in Sardegna. Il sindacato prepara la fiaccolata del 10 febbraio e lo sciopero del 9 marzo
100mila disoccupati sardi: Cisl in campo

SASSARI - Oltre 6mila richieste di sussidio straordinario presentate all’assessorato del lavoro e che si aggiungono ai 100mila lavoratori e disoccupati che già usufruiscono di tutta la varietà degli ammortizzatori sociali. Sono i dati che riflettono la crisi del lavoro in Sardegna.

A questi si aggiungono tutti coloro che non accedono all’utilizzo di questi strumenti e che non hanno avuto la fortuna di un’occasione di lavoro, circa 94mila e soprattutto giovani fino ai 35 anni. «Si è di fronte a un dramma personale e collettivo - dice il segretario generale della Cisl sarda - che deve essere immediatamente affrontato con strumenti ordinari e straordinari, ma sul quale sarà possibile incidere in profondità solo mettendo in campo un vero piano pluriennale per il lavoro e contro la povertà».

La molteplicità degli strumenti assistenziali, ivi compresi quelli finanziati attraverso i fondi trasferiti ai Comuni e gestiti dagli uffici di assistenza sociale, e di integrazione del reddito così ampiamente diffusi anche in Sardegna, riguardano ormai non meno di 150mila persone in tutta l’Isola. Si tratta di interventi indispensabili che evitano situazioni di povertà simile a quella dei Paesi del Terzo e Quarto Mondo.

«Nel contempo, però, è indispensabile evitare la cristallizzazione di questa situazione con una programmazione - prosegue il rappresentante sindacale - da parte della Regione e dello Stato, di interventi utili a collegare le misure assistenziali e di integrazione del reddito con la formazione, l’aggiornamento, la riqualificazione e il reimpiego». «Questo - conclude - sarà possibile solo promuovendo nuove politiche attive del lavoro e rimuovendo le diseconomie, soprattutto in campo infrastrutturale, che condizionano pesantemente le imprese e lo sviluppo dell’Isola». Stanno in questi dati le ragioni della sollecitazione del sindacato alla Giunta regionale e all’intera politica sarda e le motivazioni della fiaccolata che si svolgerà il 10 febbraio in preparazione dello sciopero dei settori produttivi previsto per il 9 marzo.

Nella foto: Mario Medde
18/1/2026
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