EDITORIALE | Te lo do io il sondaggio...
È il voto disgiunto che ha affondato Francesco Marinaro. Se al conto, estrapolando il voto per il sindaco dal voto per le liste che lo hanno candidato, non mancasse un cospicuo numero di elettori che hanno scelto un altro candidato, già da ieri avrebbe potuto sedersi sulla prima poltrona del municipio di Alghero. Per la precisione, il dato dei decimali ancora oscilla malignamente intorno al punto critico della maggioranza assoluta, con un 50,81 per cento al massimo della forbice e un minimo del 49,84. Quisquilie. Al di là dei centesimali, in attesa dei risultati legali, rimane un dato politico inquietante per lo schieramento di centrodestra. Un buco fra il 5 e il 6 per cento. Per il centrosinistra invece, con una coalizione fortemente inclinata a sinistra, a Stefano Lubrano, che veniva da destra, è riuscita la sfida di pareggiare al millimetro il voto delle liste che lo hanno sostenuto, anzi è riuscito a sopravanzarle seppure di qualche decimale.
E se non fosse per le voci su quel sciagurato sondaggio, forse presunto ma certamente infondato più che sbagliato, perdi più divulgato con insistito ottimismo, che indicava Lubrano sindaco al primo turno, il 42,47 per cento raggiunto dal centrosinistra rappresenterebbe un buon punto di partenza per il ballottaggio finale. Un pareggio, come Italia-Spagna. Che se non ha il significato della vittoria rappresenta a suo modo una riscossa. Per dieci anni il voto di Alghero è stato un voto di destra. Adesso anche Pdl e Pd sono a pari punti. Ma nel fare di conto, sono in molti nel centrosinistra ad aver dimenticato come alle ultime comunali il candidato del centrodestra, l’uscente Marco Tedde, era risultato eletto al primo turno andando oltre il 64 per cento dei consensi. Ben 20 in più di Marinaro! Ma dove sono finiti tutti quei voti? Leggendo i dati non è difficile capirlo. Oltre all’aumento della percentuale degli astenuti, che si deve dedurre vengano da destra, il voto disgiunto ha infatti premiato sia Giorgia Di Stefano come Maria Grazia Salaris che hanno quasi raddoppiato il voto delle liste a cui facevano riferimento.
Pochino se si pensa al magro bottino della lista di centro, ma davvero consistente se si estrapola la differenza fra il risultato della candidata dai voti del movimento 5stelle: Di Stefano batte Grillo del 4,28 per cento. Come è difficile capire il comune senso delle cose e i percorsi che portano alla formazione di una convinzione politica che sta alla base della scelta di ogni elettore! È sembrato anche a noi che fosse incolmabile il divario fra il candidato di Grillo e Grillo stesso. Adesso, con i risultati freschi di spoglio, confermando quel giudizio siamo però pronti a constatare come gli elettori che hanno deciso per un voto di protesta abbiano voluto sopravanzare quel senso comune che mostrava in tutta evidenza che ad Alghero purtroppo non c’era nessun Pizzarotti da votare come a Parma. Ci ha spiegato Alessandro Manzoni nei Promessi Sposi che «buon senso e senso comune» non sempre coincidono nella realtà. Quindi quel 9,52 di Giorgia Di Stefano, racconta come la società dei nuovi media, imperniata sul facile accesso e la capillare penetrazione della rete, abbia influenzato la nostra democrazia elettorale.
Addirittura portando una parte del voto di destra in un’area di protesta spontanea che di solito è un carattere delle comunità di sinistra, spesso le più estremiste e radicali. Racconta quel 10 per cento del partito di Grillo, che la crisi delle appartenenze, l’appannamento dei tradizionali valori della politica, la disfatta delle ideologie e delle credenze storiche, ha fatto breccia anche nell’opinione pubblica di Alghero, come in tutta Italia. Racconta che nuovi valori comuni si stanno diffondendo. Che non basta più una gestione politica delle clientele. Che qualcosa di solido si sta concretizzando nella società liquida che stiamo vivendo. Che, sublime paradosso, è proprio nell’antipolitica si possono trovare gli antidoti giusti per sconfiggere la malapolitica. Sarà questo il nodo che cercheranno di sciogliere i due candidati al ballottaggio? Speriamo! Perché anche se la sfida è sempre fra centrodestra e centrosinistra, come nella tradizione, tutto invece è cambiato. E non ci sono più margini per non ascoltare la voce dell’opinione pubblica, soprattutto quando è evidente che buon senso e senso comune coincidono.
Post Scriptum. La redazione di
Alguer.it sente di dover condividere con i propri lettori il successo della maratona elettorale. Un esempio di democrazia mediatica che ci riempie di soddisfazione. I dati definitivi arrivati in rete dalle sezioni in tempo reale, hanno portato in alto i numeri dei contatori dei collegamenti in diretta con il nostro giornale. E infatti tutti i media algheresi proprio ai nostri dati si sono riferiti, nei loro resoconti, come dimostra il fatto che hanno ripetuto, virgola per virgola, anche qualche nostro errore di battitura. Peccato che qualcuno abbia dimenticato di citare la fonte. Un obbligo, certo. Ma soprattutto una questione di stile: «Honni soit qui mal y pense». |
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