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S.A. 19 luglio 2012
Incentivi illegittimi: accusati 3 dirigenti regionali
Sequestrati dalla Guardia di Finanza 900mila euro che dovevano essere destinati a dipendenti regionali per attività di aggiornamento che non svolgevano. Tre avvisi di garanzia in Regione. L´indagine è partita da un´inchiesta giornalistica
Incentivi <i>illegittimi</i>: accusati 3 dirigenti regionali

CAGLIARI - Una maxi indagine da parte della Guardia di Finanza di Tempio Pausania e Ozieri ha portato al sequestro di 900.000 euro e la denuncia per tre dirigenti della Regione. Le indagini hanno preso avvio da una serie di articoli pubblicati su quotidiani locali ove veniva ipotizzata una possibile, indebita ripartizione di somme a favore di dipendenti regionali che avrebbero partecipato alle attività di aggiornamento del Piano paesaggistico regionale.

La Regione Sardegna, infatti, a fine 2009, al fine di perseguire il principio di economicità dell’azione della pubblica amministrazione, aveva stabilito che le attività inerenti la revisione del Ppr venissero eseguite utilizzando risorse umane interne anziché professionisti esterni. Sulla base di questo principio era stata stanziata la somma di un milione di euro da ripartire «tra quei dipendenti che avessero svolto tale attività fissando precisi criteri di ripartizione degli incentivi sulla base della quantità/qualità del lavoro svolto da ognuno e dall’apporto professionale fornito all’interno di gruppi di lavoro da costituire appositamente».

L'ichiesta - condotta su delega della Procura della Repubblica di Cagliari - ha confermato le indiscrezioni della stampa, accertando «che solo pochissimi tra i dipendenti destinatari di tali incentivi avevano realmente partecipato ai lavori e che la quasi totalità di essi si era limitata a presentare domanda di partecipazione». E’ così emersa la responsabilità penale di tre dirigenti della Regione Sardegna - a cui sono stati notificati gli avvisi di garanzia e saranno interrogati nei prossimi giorni - cui sono contestati i reati di concorso in falso ideologico commesso da pubblico ufficiale in atto pubblico con l’aggravante di aver commesso il fatto per assicurarsi il prodotto o il profitto del reato. Nei loro confronti è denunciato anche un tentativo di truffa, aggravata dal fatto di essere perpetrata ai danni della Regione da pubblici ufficiali.

Nella foto: il palazzo della Regione Sardegna
12/5/2026
Secondo la ricostruzione emersa in sede di indagini, la vittima, mentre si trovava con la sorella in spiaggia, sarebbe stata importunata da un ragazzo che, dopo averle osservate insistentemente e chiesto invano di sedersi accanto a loro, metteva in atto comportamenti di chiara connotazione sessuale



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