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S.A.
23 luglio 2012
Bruno: «a rischio 14mln per l´aeroporto»
La denuncia è del consigliere regionale algherese del Pd, Mario Bruno, che invita il Governatore Cappellacci a chiarire le intenzioni della Regione sulle risorse Cipe destinate allo scalo

ALGHERO - «Sono a rischio i 14,1 milioni di euro per l’aeroporto di Alghero approvati con delibere Cipe 62/11 e 78/11 nell’agosto scorso». La denuncia è del consigliere regionale algherese del Pd, Mario Bruno, che teme senza utilizzare giri di parole che le risorse «prendano il largo verso altre destinazioni, per quanto già presenti nella programmazione Fas».
«Se così fosse, sarebbe un fatto grave a danno del territorio algherese - prosegue Bruno –. Mi auguro che la giunta smentisca al più presto ed inviti immediatamente la società di gestione dello scalo algherese ad avviare la progettazione esecutiva per il trasferimento dei fondi». Si tratta di finanziamenti mirati alla realizzazione «di opere di riqualificazione infrastrutturale e viaria considerate prioritarie nell’aeroporto di Alghero, inserite nel protocollo d'intesa firmato a Olbia il 27 giugno 2009, che assegnava 93 milioni e 780 mila euro alle tre aree aeroportuali sarde (per un investimento su Alghero di 16 milioni di euro, di cui 14.1 milioni a valere sui fondi Fas)».
Non solo, il vicepresidente del consiglio regionale insinua il dubbio sui rischi del piano di riorganizzazione e riassetto gestionale presentato alla Regione dagli attuali vertici Sogeaal nel luglio 2010, «almeno nella parte relativa alla copertura finanziaria degli interventi programmati attraverso i Fas o formule di anticipazione degli stessi a mezzo di finanziamenti ad hoc». Così facendo, secondo Bruno «verrebbero buttati a mare anni di lavoro e il futuro di una comunità».
«Nel frattempo, la Sogeaal - conclude Mario Bruno - vede ormai slittati i periodi stimati dal piano di riorganizzazione per l’avvio e il termine degli interventi indispensabili per la riqualificazione dell’aerostazione anche in chiave commerciale, vero e proprio punto debole dello scalo e fonte di mancanza di quegli introiti che farebbero la differenza nella gestione. Cappellacci ci dica chiaramente come stanno le cose: noi non smetteremo di vigilare».
Nella foto: Mario Bruno
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