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A.B.
25 agosto 2012
Csl–Cesil e Agenzie di Sviluppo: Interviene Uras
Il consigliere regionale di Sinistra Ecologia e Libertà interviene sulla situazione dei quattrocento lavoratori a rischio

CAGLIARI - «In questi prossimi giorni a seguito della pubblicazione sul Buras della recente sentenza della Corte Costituzionale con la quale si impone alla Sardegna di dimezzare lo stanziamento ordinariamente assicurato dal 2008 in poi dalla Regione per il mantenimento in servizio degli operatori pubblici precari impiegati presso i servizi per il lavoro, presso i centri per l’inserimento lavorativo dei soggetti svantaggiati e presso le agenzie di sviluppo rischiano stipendio e lavoro circa 400 persone». Questo l'incipit dell'intervento di Luciano Uras, consigliere regionale di Sinistra Ecologia e Libertà.
«Una situazione pesantissima alla quale va posto rimedio. La Sardegna rischia di non poter avere i propri servizi per il lavoro come le altre regioni d’Italia, finendo per essere discriminata due volte, la prima per la soppressione di queste importanti strutture in altre parti sostenute con assegnazioni finanziarie statali, la seconda per non poter provvedere ad effettuare le assunzioni in pianta stabile già avvenute da anni presso le province delle altre Regioni per i blocchi delle assunzioni intervenuti in questi anni su disposizioni dello Stato. E’ pur vero - prosegue Uras - che questa è una situazione frutto della irresponsabilità delle Giunte degli ultimi 8 anni, che non hanno ancora saputo dare attuazione alla legge sui servizi per l'impiego, approvata nel 2005».
Tutto questo però avviene in una fase gravissima della occupazione in Sardegna, con una disoccupazione pesantissima, soprattutto giovanile e femminile, che supera complessivamente il 16percento, con 20mila cassa integrati e lavoratori in mobilità in deroga, con un sistema industriale e produttivo demolito dalla recessione e dalla incomprensibile ostilità permanente dei Governi nazionali, compreso quello attuale, alle esigenze avanzate dal popolo sardo e tutelate dallo Statuto speciale, che è norma costituzionale, e dalle stesse leggi dello Stato (pensiamo alla vertenza entrate). Penso che in Sardegna nessun licenziamento possa essere più tollerato, Ecco perché vanno difesi i lavoratori Csl e Cesil, anche attraverso il diretto intervento della Regione. Per capire gli effetti della sentenza è stato richiesto un parere all’area legale della Regione, perché la Corte è intervenuta in una situazione trasformata dall’art.1 della L.R.11/2012 che, a seguito dell econsultazioni referendarie, ha stabilito che in attesa del riordino del sistema delle autonomie locali in Sardegna, gli organi provinciali in carica assumano in via provvisoria, e sino al 28 febbraio 2013, la gestione delle funzioni amministrative attribuite alle ex otto province soppresse all'esito dei referendum del 6 maggio 2012. Per questa ragione siamo disponibili a lavorare da subito ad uno stralcio del disegno di legge presentato dalla Giunta per assegnare alla diretta competenza della Regione l’intero sistema dei servizi per il lavoro, mantenendo sul piano operativo una articolazione territoriale dei presidi e delle attività.
Nella foto: Il consigliere regionale Luciano Uras
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