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Stefano Idili 31 maggio 2005
"Lavoro nero" fa rima con estate
Ragazzi, anche giovanissimi, che pur di racimolare un piccolo gruzzolo per affrontare i mesi invernali, accettano lavori faticosi, mal pagati e che non forniscono alcuna garanzia


ALGHERO – Inizia la stagione estiva, occasione ghiotta per migliaia di giovani in cerca di lavoro, che spesso, però, nasconde amare sorprese. Infatti, proprio mentre entra nel vivo la stagione turistica della Riviera del Corallo, si mette in moto una macchina che, a volte, coinvolge in meccanismi poco chiari coloro che cercano lavoro. E’ il così detto “lavoro nero”, una pratica che specie in questo particolare periodo dell’anno assume delle dimensioni enormi. Ragazzi, anche giovanissimi, che pur di racimolare un piccolo gruzzolo per affrontare i mesi invernali, accettano lavori faticosi, mal pagati e che non forniscono alcuna garanzia. In totale sono circa 5000 gli iscritti nelle liste di collocamento nel comparto turistico, un terzo del totale degli inoccupati di tutto il territorio algherese, che è pronto, stringendo accordi “illegali” o accontentandosi di lavori “extra” nel fine settimana, a offrire la propria manodopera in cambio di soldi e nessuna garanzia per il futuro. Lavoratori occasionali che spesso si trovano costretti a scendere a compromessi con i propri datori di lavoro pur di ottenere anche un piccolo lavoro stagionale estivo. Quella che si mette in moto ogni estate, infatti, è una macchina che deve in poco tempo, e senza sperperare troppo, trarre il maggior profitto in meno tempo possibile, costringendo chi ci lavora ad accettare condizioni difficili e a sopportare situazioni improponibili. Comunque si spera che la crescita dei vacanzieri stranieri che giungono in città grazie ai collegamenti con Londra, Francoforte e Barcellona e il successo della città catalana possa rinforzare il comparto turistico algherese così da renderlo più forte e in grado di fornire maggiori garanzie ai lavoratori così detti “stagionali”. Ma questo potrà avvenire solo in un’ottica di reale e definitiva destagionalizzazione dell’offerta turistica algherese che possa permettere anche delle assunzioni più “sicure” per l’orda di lavoratori temporanei.



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