|
Antonio Sini
21 giugno 2005
I dipendenti del servizio agrometereologico regionale della Sardegna mettono in mora il C.d.a.
Da cinque mesi senza stipendio ed esasperati mettono in moto una protesta nuova. L’istituzione dell’ARPAS metterebbe fine all’incertezza e alla precarietà di questi lavoratori

SASSARI - Sono cinquanta i dipendenti del S.A.R.(servizio agrometereologico regionale), che hanno proclamato lo stato di agitazione. Previsioni meteo sospese in attesa del …sereno. Reclamano cinque mesi di stipendio e l’Azienda tace. Incrociare le braccia è stato un atto quasi dovuto. Dipendenti che vanno da specialisti informatici a meteorologi ad agronomi e impiegati, rivedono il loro futuro grigio e denso di nubi! Ma non è la prima volta che i dipendenti S.A.R. incrociano le braccia, tutta colpa delle disattenzioni del C.d.a del S.A.R. e della Regione Sarda. “Nonostante sia stata approvata la Finanziaria 2005, si afferma in un documento, da circa tre mesi, ed è stato stanziato un finanziamento anche per il Sar, nonostante le richieste da parte delle organizzazioni sindacali, si è ancora all´oscuro circa l´entità della somma stanziata”. E ancora “Nonostante il tempo trascorso i soci e il Cda del Sar non hanno dato seguito agli atti formali verso la Regione per ricevere tale denaro”. Un aspetto che ha dell’incredibile, considerato che il socio di maggioranza del S.A.R è proprio la regione. Da anni questi dipendenti sono costretti alla precarietà, un assurdo che questa volta li vede metter in mora l’amministrazione del Consorzio. Un passo che permetterà loro di rivolgersi a un giudice del lavoro per aver riconosciuto lo stipendio. Quindi non solo previsioni meteo “spente” ma anche messa in mora del Consorzio, un metodo di lotta assolutamente nuovo, figlio della disperazione. Eppure pare proprio che basti un po di buona volontà da parte di tutte le parti in causa, per sanare la situazione di precarietà del S.A.R. In materia ci sono tante delibere di Giunta, ma basterebbe mettere in atto l’ordinanza n° 410 del 29 dicembre 2004 con la quale da parte della Regione sono state avviate le procedure per far nascere l’A.R.P.A.S (Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale). All´interno della quale dovrebbe confluire anche il S.A.R. che, in questo modo, troverebbe certezze nel futuro. Le commissioni Sanità, Ambiente e Agricoltura del Consiglio regionale, stanno esaminando dei provvedimenti, uno dei quali prevede la nascita dell’ARPAS, perché la Sardegna è la pecora nera in Italia: non ha ancora istituito l’Agenzia Regionale di Protezione Ambientale. Troppe promesse, e troppe volte disattese, c’è stato anche un pronunciamento di Soru alcuni mesi fa che aveva rassicurato i dipendenti SAR, invano, nulla è cambiato, e allora si incrociano le braccia e si aspettano buone nuove.
|