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M. Casu 2 agosto 2003
Alghero gioca le sue carte al Casinò
Il Parlamento sta esaminando, con una certa speditezza, la nuova legge che prevede l’apertura di 10 «Parchi urbani del divertimento». Tavoli verdi e slot machine dovrebbero mischiarsi a discoteche, teatri, bar, ristoranti, cinema e quant´altro
Alghero gioca le sue carte al Casinò

Non si chiameranno più casinò ma «Parchi urbani del divertimento». Il parlamento sta esaminando, con una certa speditezza, la nuova legge sui casinò che ha già passato il vaglio della commissione Attività produttive. È composta di soli nove articoli nei quali la parola casinò non viene mai usata. Di questi parchi urbani del divertimento, un nuovo modello di case da gioco dove tavoli verdi e slot machine dovrebbero mischiarsi a discoteche, teatri, bar, ristoranti, cinema e quant´altro, ne sono previsti dieci che potranno nascere in quattro aree: Nord, Centro, Sud, Sicilia e Sardegna. In ogni zona, saranno creati almeno due parchi «in località a forte connotazione turistica». La scelta delle sedi dovrà passare per i Ministeri dell’Economia, Attività produttive e Conferenza unificata Stato-Regioni. Insomma, sarà una scelta ponderata frutto di una lunga concertazione, è stato detto da più parti.
Anche sui profitti è stata definita una rigida spartizione: 50 per cento alle società che gestiranno i parchi, 20 per cento al Comune, 10 per cento allo Stato, 10 per cento alla Regione. L’ultimo 10 per cento andrà alle Regioni che rimangono a bocca asciutta, quelle che non ospiteranno alcuna sede. La direzione centrale delle case da gioco avrà il compito di coordinare tutte le strutture, mentre verrà creato uno speciale nucleo di polizia ad hoc, composto da personale dei carabinieri, della polizia e della finanza con compiti di prevenzione, di polizia giudiziaria e di informazione e controllo del gioco d’azzardo.
Le candidature ufficiali ci saranno soltanto dopo l´approvazione definitiva del progetto di legge che ha in Luigi Lazzari (Forza Italia) il relatore. «Nella nostra cultura - spiega Luigi Lazzari - i casinò tradizionali sono visti come un luogo di perdizione mentre noi puntiamo a realizzarne un modello più leggero e diversificato. Azzardo sì ma non solo, insomma, principalmente per intercettare quei flussi turistici che oggi non toccano l´Italia».
Intanto, escono le prime candidature non ufficiali: da Alghero a Capri passando per Merano, Tropea, Spoleto.



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