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Antonio Burruni 12 gennaio 2006
Cgil a congresso ad Alghero: obiettivo il “decent work”
Si è parlato della disomogenea distribuzione delle ricchezze complessive tra la popolazione mondiale, gli effetti negativi di globalizzazione e libero mercato, la guerra in Iraq, il trentennale problema Israel-palestinese, l’ingresso della Cina nel mercato mondiale e lo sfruttamento del lavoro minorile, soprattutto nelle nazioni dell’est asiatico
Cgil a congresso ad Alghero: obiettivo il “decent work”

ALGHERO - «Diritti. Pubblico è meglio – Più Stato meno mercato». Questo il titolo dell’ VIII congresso regionale della Cgil iniziato questa mattina nella sala congressi dell’Hotel Catalunya. Il convegno è incentrato sulla gestione dei servizi pubblici che, secondo il sindacato, dovrebbe essere sempre affidato allo Stato, per garantire i diritti costituzionali. Gli oltre 120 delegati, espressione di tutte le province sarde, parteciperanno ai lavori del convegno che si concluderà nel pomeriggio di domani con l’intervento del segretario nazionale Cgil per la categoria “funzione pubblica” Carlo Podda. Mentre le diapositive di precedenti manifestazioni di piazza venivano proiettate sullo schermo gigante dietro il tavolo dei relatori, nella sala si diffondevano le note di “El pueblo unido jamas sera vencido”. Nel pomeriggio è molto atteso il discorso del segretario regionale confederale Giampaolo Diana, assente questa mattina perché impegnato in un importante confronto con il governatore della Sardegna Renato Soru. Tra gli ospiti seduti in platea, i rappresentanti dei sindacati Uil e Fps, e Novel Khail, in rappresentanza dell’Associazione Palestinesi in Sardegna, legata all’Olp. Il discorsi introduttivo è stato affidato a Giovanni Pinna, segretario regionale della categoria “funzione pubblica”, che ha subito chiarito la posizione del sindacato: contro la destrutturazione dei diritti. Il discorso del segretario ha toccato vari punti. Si è parlato della disomogenea distribuzione delle ricchezze complessive tra la popolazione mondiale, gli effetti negativi di globalizzazione e libero mercato, la guerra in Iraq, il trentennale problema Israel-palestinese, l’ingresso della Cina nel mercato mondiale e lo sfruttamento del lavoro minorile, soprattutto nelle nazioni dell’est asiatico. L’obiettivo è il “decent work”, cioè un lavoro in condizioni decenti per tutti. Per Pinna, i difetti del liberismo vengono scaricati sui lavoratori e a tal proposito ha annunciato una manifestazione contro l’Unione Europea, troppo attenta a favorire il liberismo, non tenendo conto delle condizioni di chi subisce la situazione, che si terrà a Strasburgo il 14 febbraio. Guardando la situazione della nostra regione, Pinna auspica che il 2006 sia l’anno delle riforme, ma spera anche che venga riconosciuta la centralità dei sindacati sull’argomento lavoro. Annuncia anche che, se le cose non dovessero andare bene, la Cgil sarà pronta a scendere ancora una volta in piazza: «Perché la gente ha bisogno di tutela, ha bisogno dei sindacati».

Nella foto un momento del congresso



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