|
A.B.
25 giugno 2015
Alghero: ultimi appuntamenti con Vicini cent´anni
Si conclude questo fine settimana la rassegna di presentazione di libri e letture dedicati alla Grande Guerra in corso ad Alghero. Doppio appuntamento venerdì e sabato. Il programma completo

ALGHERO - Venerdì 26 e sabato 27 giugno sono in programma gli ultimi due appuntamenti con la presentazione di autori e libri dedicati alla Grande Guerra organizzati dall’Amministrazione Comunale e dalla Fondazione Meta, in collaborazione con la libreria “Cyrano Libri Vino e Svago”, “Lìberos”, la “Fondazione Giuseppe Siotto” ed il Comitato sardo per il centenario della Grande Guerra. Domani (venerdì), alle ore 19, nella sala conferenze del Museo Casa Manno di Alghero, verrà presentato il libro di Giuliano Chirra “Trattare ke frates, kertare ke inimicos” (1997). Interverranno l’autore, il direttore del Museo della Brigata Sassari Pasquale Orecchioni e Giuseppe Zichi.
In questo libro (sottotitolato “il cammino dei Sardi nella Grande Guerra”), l'autore apre uno spaccato sulla Sardegna ed i sardi del 1914 e segue il percorso fisico di coloro che dall'Isola partirono per la guerra, di quanti tornarono e di quei 14mila che non tornarono. Tra le pagine emerge vivo il cammino di quelli che rimasero a casa, a fare fronte alle necessità della vita quotidiana, dura in tempo di pace e resa più dura dalla guerra e dalla mancanza degli uomini validi; e poi la tragedia delle famiglie che persero i propri cari e, alla fine della "inutile strage", restarono soli con il proprio dolore. Accompagnano il testo circa cento tavole a colori ed in bianco/nero disegnate dallo stesso autore. Chirra è nato a Bitti nel 1956 e vive e lavora a Sassari come medico della Asl n.1. E' autore di diversi saggi sulla partecipazione dei sardi alla Grande Guerra: insieme con il luogotenente Antonio Pinna, già direttore del Museo Storico della Brigata, scrisse "La Brigata Sassari nella battaglia dei Tre Monti, Col del Rosso, Col d'Echele, Monte Valbella" (1998); quindi "Mortos in terra anzena; i 1846 soldati sardi caduti fuori dai confini d'Italia nel 1915-1918: Libia, Albania, Macedonia, Francia, campi di prigionia" (2008).
L’appuntamento finale è previsto sabato, a partire dalle 19.30, nella sala conferenze al secondo piano de Lo Quarter, con la presentazione del libro “Dicono che domani ci sarà la guerra" (“LiberAria Edizioni”). Interverranno l'autore Franco Arba, Raffaele Sari Bozzolo, mentre le letture saranno affidate ad Emma Gobbato. Il protagonista della storia è Enrico, un ragazzo sardo, costretto dalla fame e dalle circostanze sociopolitiche ad arruolarsi nella Grande Guerra. Il lettore si innamora subito di lui: un eroe buono dalla parte dei diseredati dalla memoria bellica collettiva; un personaggio molto intimista che rientra a pieno titolo tra gli eroi romantici della letteratura. Arba è nato a Nuoro nel 1966. Dopo il diploma lascia la Sardegna e trascorre lunghi anni in Inghilterra, poi Roma, Bologna e Milano, lavorando in ambito turistico e nell’import-export. Dopo la laurea in Storia contemporanea ed un master in Archivistica e biblioteconomia decide di ritornare a vivere a Bologna, dove mette su famiglia. Attualmente lavora nel settore siderurgico. L’appuntamento è parte del festival letterario diffuso “Éntula”, organizzato dall’associazione culturale Lìberos.
A seguire, alle ore 20.45, è in programma la presentazione del cortometraggio "Combattenti e Reduci" di Paolo Pisanelli, un progetto dell'Associazione Nazionale Combattenti e Reduci (Sezione di Alghero), della Società Umanitaria Centro Servizi Culturali Alghero e della “Big Sur Immagini e Visioni”. Il cortometraggio (della durata di circa 15') punta la macchina da presa su spaccati di vita dei combattenti, di Prima e Seconda Guerra Mondiale, attraverso i racconti dei sopravvissuti alla Seconda Guerra e delle successive generazioni. Partendo dalla Sezione algherese dell'Associazione, in Vicolo Serra 8 , enclave della Casa Comunale, il corto racconta, a distanza di generazioni da un evento catastrofico e paradigmatico quale la Guerra Mondiale, come oggi si siano trasformati persone e luoghi nella ricerca di capire il proprio presente. Utilizzando lo sguardo ed il taglio del cinema del reale, Paolo Pisanelli esorcizza un augurio di memoria e ricordo a cent'anni o a settant'anni di distanza da quelle ricche pagine di storia collettiva che sono state le guerre mondiali, restituendo un'immagine di una Alghero autenticamente popolare, diversamente cartolina, lontana dalle vetrine delle agenzie di viaggi.
|