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Pierpaola Pisanu
27 novembre 2006
Trasloca la scuola di volo: rivolta dei dipendenti
Protesta dei lavoratori della ex scuola di volo Alitalia in cassa integrazione da un anno. Lamentano di essere stati dimenticati dalle istituzioni nonostante un accordo con Palazzo Chigi li tutelasse. Nel frattempo la compagnia di bandiera porta via i simulatori

ALGHERO - «È un libro già scritto e stiamo leggendo le ultime pagine». I lavoratori del centro piloti Alitalia di Alghero, ne sono i protagonisti ignari. L’azienda madre non ha mai comunicato ufficialmente ai sindacati la chiusura della scuola di volo, ma di fatto pezzo dopo pezzo, sta procedendo al suo smantellamento. «In sordina – precisa Alberto Rosella, rappresentante Fit Cisl Trasporti – stanno portando via tutto dalla struttura poco per volta per non dare troppo nell’occhio». Ma questa mattina i dipendenti, in cassa integrazione dal mese di ottobre 2005, hanno saputo che stava per arrivare il round finale e hanno inscenato una protesta davanti ai cancelli quando sono arrivati i camion di una ditta specializzata in traslochi, incaricata di portare via arredi e i due simulatori di volo. Questi ultimi sono ancora in vendita. Contrariamente ai tre Piper Cheyenne, utilizzati per l’addestramento: comprati da una società tedesca, avevano preso il volo per la Germania lo scorso mese di febbraio. Un destino segnato da tempo quello della scuola piloti ma al quale i lavoratori non vogliono rassegnarsi soprattutto se si considera lo smacco per il territorio se la compagnia dovesse riaprire il centro in un’altra sede della penisola come ipotizzano: «Alitalia tra qualche anno avrà bisogno di nuovi piloti e dovrà aprire un’altra scuola», sostiene Gianfranco Langella, ex dipendente Alitalia e consigliere comunale, nei acquisto Udc. Originariamente in venti si sono trovati senza lavoro l’anno scorso. Qualcuno poi ha optato per il trasferimento, altri sono arrivati all’età della pensione. Ora sono rimasti in dieci a chiedersi che cosa succederà quando a settembre 2007 finirà la cassa integrazione. Il percorso prevede la mobilità per qualche tempo, poi il vuoto totale. Nonostante un protocollo d’intesa firmato dal governo che fin dal 2004 impegnava gli enti locali a dare corpo a piani per finanziare percorsi formativi e progetti di riconversione: «A due anni di distanza non si è visto alcun impegno da parte della Regione che invece si è mossa per i nostri colleghi di Cagliari», lamenta Langella. «Il presidente Soru non ci da ascolto – incalza il collega Alberto Rosella – l’assessore regionale ai Trasporti Sandro Broccia si è scaricato il problema dicendo di rivolgerci ai politici locali». In passato si era aperto uno spiraglio per salvare il prestigioso centro addestramento piloti di Alghero. Una società americana leader in Europa nell’assemblaggio di simulatori, Aviation Training International, voleva acquistare baracca e burattini. L’intenzione era quella di rilanciare l’attività di addestramento mantenendo il marchio Alitalia. Ma l’accordo non si chiuse mai.
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