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Sergio Ortu
13 novembre 2003
L’Ostello di Fertilia raggiunge le 13.000 presenze annuali
A due anni dalla sua apertura il nuovo ostello della gioventù di Fertilia continua a registrare numeri davvero invidiabili dimostrando che il turismo sociale a basso costo, giovanile e non solo, gode di una salute sempre più forte

L’hostal dell’Alguer, questo il nome dato alla struttura di via Parenzo a Fertilia, si appresta a chiudere la stagione 2003 con più di tredicimila presenze, un dato più che confortante che segnerà un’incremento rispetto al 2002 di oltre mille unità. La struttura ricettiva di proprietà comunale è gestita direttamente dall’Associazione Italiana Alberghi per la Gioventù, ente no profit, che si avvale per il funzionamento di una cooperativa giovanile di Fertilia composta da dieci persone. I dati di questi ultimi due mesi sono comunque destinati a crescere grazie al decollo della nuova rotta area per Francoforte gestita dalla Ryanair. < >. L’ostello della gioventù di Fertilia è quindi una struttura ricettiva che nella Riviera del Corallo fa turismo tutto l’anno lavorando non solo con gli stranieri che ad ogni modo sfiorano il 50% delle presenze dell’anno ma anche con gruppi di giovani, disabili, anziani e società sportive.<> Turismo tutto l’anno ma che trova non poche difficoltà, la Riviera del Corallo infatti non è ancora pronta per accogliere forestieri nel periodo invernale. Mancano i servizi, smaltite le bellezze naturalistiche e storico-architettoniche ad Alghero non c’è più niente. Pochi o nulli gli intrattenimenti e locali aperti, per non parlare poi dei collegamenti.<>. Per raggiungere l’ostello dunque si deve andare ad Alghero e se le coincidenze sono giuste prendere il bus per Fertilia. O in alternativa il taxi, ma il costo circa 25 euro dall’aeroporto risulta decisamente oneroso per chi spende poco meno di 15 euro per una notte in ostello con prima colazione. Un disagio e un disservizio che in fondo tutte le strutture ricettive a nord della città pagano profumatamente.<< Ma quello che dovrebbe far riflettere gli imprenditori algheresi e la classe dirigente-conclude il giovane Papà Gianfranco- è che non basta sforzarsi di portare i turisti nella bassa stagione in Riviera, ma occorre lavorare parallelamente sul fronte dei servizi e dell’intrattenimento in città. In questo periodo dopo le 22 o anche prima, Alghero è un paese fantasma. Si contano sulle dita di una mano i locali aperti>>.
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