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Alguer.itnotiziesardegnaOpinioniPoliticaLa Sardegna di Serie A e quella di Serie B
Luigi Crisponi 16 novembre 2016
L'opinione di Luigi Crisponi
La Sardegna di Serie A e quella di Serie B
<i>La Sardegna di Serie A e quella di Serie B</i>

Dopo aver firmato il Patto per la Sardegna lo scorso luglio a Sassari, Renzi ritorna nell’Isola per la firma del Patto per Cagliari. L’accordo che vedrà la sigla su un pacchetto di 168milioni di euro che saranno distribuiti fra il Capoluogo e poco più della metà fra i 17 Comuni del nuove ente metropolitano si dimentica totalmente di Nuoro ed Oristano. Quindi, ancora una beffa e una fregatura per la Sardegna di mezzo cui vengono destinati zero euro. Nessun intervento e nessun finanziamento per i territori del Centro Sardegna devastato dalla crisi e inesorabilmente avviato verso spopolamento e desertificazione.

E’ l’ennesima vergogna a cui dobbiamo assistere. Lo scippo reiterato alle nostre aree interne di risorse per lo sviluppo, per le infrastrutture, scuole, strade, impianti per il sociale e per lo sport, per il sostegno alle imprese e alle filiere produttive contrasta con le tante chiacchiere di Renzi e della asservita Giunta Regionale. Risorse non se ne vedono. Nemmeno le briciole. Insomma niente cantieri, niente investimenti, niente inversioni di rotta delle risorse. Niente di niente. I sogni son finiti, insieme alle dotazioni finanziarie distribuite a pioggia a chi indubbiamente ne avrebbe meno bisogno delle nostre piccole e umili comunità. Vogliono che Nuoro, Oristano e tutte le zone interne vadano a fondo, senza interventi correttivi nella distribuzione dei progetti per lo sviluppo socio economico facendo mancare una efficace prospettiva che riannodi dignità, lavoro ed equità sociale.

Eppure, la decrescita della popolazione, l’aumento delle persone anziane e più deboli, il bassissimo tasso di natalità, la continua emorragia di giovani alla ricerca di un lavoro, i capannoni industriali chiusi e le botteghe degli artigiani svuotate dalla crisi, descrivono inesorabili scenari socio economici che non dovrebbero essere ignorati e semmai assicurare e stimolare il presidente del Consiglio ad urgenti azioni ed investimenti perequativi. Il declino dei nostri territori, ad iniziare da quello demografico, fino alle intimidazioni agli amministratori pubblici, sono un segnale inquietante che stà ridimensionando anche il coraggio e la caparbietà che da sempre contraddistinguono le popolazioni della Sardegna di mezzo e che ora vedono addirittura convergere le azioni di Stato e Regione per rinforzare le aree più attrezzate e fortunate in luogo di quelle deboli e storicamente dimenticate.

* consigliere regionale Riformatori Sardi Liberal Democratici
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