|
Monica Caggiari
29 agosto 2007
Isole, torna Oh Alguer, Alguer, Alguer!

ALGHERO - Lo spettacolo teatrale, che si terrà stasera, 29 agosto, come sempre alle 21.00 al Forte della Maddalena, metterà in scena uno dei suoi cavalli di battaglia della Compagnia Teatro d’Inverno, che prosegue con le sue numerose e interessanti proposte della rassegna Isole alchemiche. Rappresentato più volte ad Alghero, e sempre con grande seguito di pubblico, torna Oh Alguer, Alguer, Alguer!, tratto dall’opera del poeta e cantautore algherese Pino Piras. Lo spettacolo, in catalano di Alghero, mette in scena un susseguirsi di brevi testi teatrali e canzoni in un ironico e incalzante spaccato di vita algherese, incarnando, come nello stile del suo autore, lo spirito più autentico di un’algheresità ingenua e popolare. In scena Elisabetta Dettori, Emma Gobbato, Alessio Maltana, Mario Mulas e Claudio Gabriel Sanna, che cura anche l’esecuzione e gli arrangiamenti delle musiche di Pino Piras. Drammatizzazione e regia sono di Giuseppe Ligios, mentre le scenografie sono a cura dell’ITIS (Istituto Tecnico Industriale) di Alghero. Lo spettacolo sarà introdotto da un intervento di Raffaele Sari Bozzolo, critico letterario e saggista, curatore di due volumi su Pino Piras: Il teatro di Pino Piras, Edizioni del sole, e il recente Il canzoniere di Pino Piras, Nemapress editrice. Giovedì 30 Agosto spazio al grande jazz, con il concerto del Riccardo Lay sestetto, composto da Claudio Corvini, tromba, Mario Corvini, trombone, Pietro Iodice, batteria, Raccardo Lay, contrabbasso e voce, Gavino Murgia, sax tenore, sax soprano, sulittu, launeddas e voce, Marcello Peghin, chitarre. Il progetto è la sintesi di una ricerca musicale e umana, che mira a far assaporare il momento come essenza di vita naturale. “E’ la libera coscienza individuale, -così gli organizzatori di Isole alchemiche- nel rapporto con la cultura e il rigiocare le memorie relative ad essa. Suoni, colori, metafore, ironie ed energie si interscambiano con l’evolvere del tempo, creando un suono dove passato e presente si armonizzano nell’estemporaneità dell’azione”.
|