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Antonio Sini 5 febbraio 2004
Poche donne in politica, Italia fanalino di coda in Europa
Lo rileva l´indagine condotta dall´Arcidonna in collaborazione con il programma Equal dell´Ue e con il ministero del Lavoro. In Sardegna nessuna donna in Giunta
Poche donne in politica, Italia fanalino di coda in Europa

Lo rileva l´indagine condotta dall´Arcidonna in collaborazione con il programma Equal dell´Ue e con il ministero del Lavoro. In Sardegna nessuna donna in Giunta
L’indagine ci fornisce uno spaccato dove la donna è relegata in una posizione ben lontana da uno standard accettabile sul piano della rappresentatività in ambito politico. Eppure le donne hanno dimostrato di sapersi “confrontare” con gli uomini, dimostrando talvolta di essere sicuramente superiori nell’approccio, nella conduzione e nella risoluzione delle problematiche, sia in campo politico che in quello dirigenziale. Ma donna non fa rima con politica. Nel Parlamento Europeo, per esempio, sono all´ultimo posto, con una presenza pari all´11,5 per cento sul totale dei seggi. Più vicine alle italiane soltanto greche (16,0 per cento) e portoghesi (24 su 100). L´esempio da seguire, guardando alla testa della classifica, è quello delle donne di Belgio (44 per cento), Finlandia (43,8) e Francia (43,7).
Anche in Italia lo spazio delle donne nei partiti è ancora scarso. Secondo l´indagine il ruolo delle donne negli organi nazionali dei partiti è inferiore al 15 per cento, quindi molto al di sotto della soglia del 35 per cento indicata come requisito minimo per l´equilibrio tra i due sessi. Dalla ricerca emerge inoltre che la presenza delle donne è maggiore nei partiti che hanno introdotto nello statuto la clausola che fissa una soglia minima per la rappresentanza femminile. Nei ministeri solo il 10,3% delle donne ricopre cariche istituzionali e sono appena 8 le donne al governo (2 ministri e 6 sottosegretari), su 80 posti a disposizione; le donne sono inoltre il 9% dei componenti delle commissioni parlamentari.
Nelle regioni, le donne presenti in giunte e consigli è del 10,8 per cento. La presenza femminile è più alta (intorno al 30 per cento) in Umbria, Campania e Toscana. Agli ultimi posti Lazio, Sicilia e Veneto (con il 7,1%) e Lombardia (5,9%) e 7 regioni su 20 non hanno donne nelle giunte (Sardegna, Abruzzo, Basilicata, Calabria, Molise, Puglia, Valle d´Aosta). Anche nel mondo economico le donne sono ancora una presenza rara. Nei sindacati, le donne sono il 10% negli organismi direttivi di Cisl, Uil e Ugl, mentre salgono al 37% in quelli della Cgil. Minima la presenza femminile nelle associazioni di categoria: 3,3% nella Confcommercio, 4,1% nella Confcooperative e nella Confservizi, 5,2 nella Coldiretti, 8,3% nella Confapi, 12,2% nella Cna e 16,6% nella Confindustria. Anche nel sistema bancario solo il 21,7% delle donne raggiunge una qualifica quadro e appena il 4,1% quella di dirigente.
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