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Alguer.itnotiziesardegnaOpinioniCronacaContro mafie e illegalità la memoria di Borsellino
Giulio Calvisi 19 luglio 2020
L'opinione di Giulio Calvisi
Contro mafie e illegalità la memoria di Borsellino


Il ricordo del sacrificio del giudice Paolo Borsellino e degli uomini della sua scorta ci spinge a tenere sempre alta l’attenzione sui valori della legalità e del rispetto delle regole e a non abbassare la guardia nella lotta contro tutte le mafie. Agostino Catalano, Walter Eddie Cosina, Emanuela Loi, Claudio Traina e Vincenzo Fabio Li Muli, la scorta del giudice Borsellino, hanno sacrificato la loro vita per tutelare le Istituzioni, per difendere lo Stato.

Emanuela Loi, originaria di Sestu (Cagliari) e medaglia d’oro al valor civile, fu la prima donna poliziotto a morire in una strage di mafia. Aveva solo ventiquattro anni quando cadde nell’adempimento del proprio dovere. Pur consapevole dei gravi rischi cui si esponeva, Emanuela assolveva sempre il proprio compito con grande coraggio e altissimo spirito di servizio.

La criminalità approfitta delle crepe che lacerano il tessuto sociale ed economico per infiltrarsi. Per questo, ancora di più, in un momento difficile come quello che stiamo vivendo, non bisogna abbassare la guardia. Siamo vicini alle famiglie delle vittime di tutte le violenze mafiose e a chi ogni giorno sfida la criminalità facendo onestamente il proprio lavoro e dovere di cittadino. Il ricordo di quel terribile attentato, avvenuto cinquantasette giorni dopo la strage di Capaci, provoca ancora oggi orrore e sconcerto in tutti noi. Abbiamo il dovere di onorare la memoria e di raccontare alle nuove generazioni che cosa è accaduto, perché ferite come quelle che abbiamo vissuto, si chiudano per sempre.

* sottosegretario alla Difesa
Commenti
16:07
Decine le sanzioni a Porto Ferro, a stranieri ed italiani (anche sassaresi). Qui sono stati sequestrati sia i bracieri, sia altro materiale che poteva rappresentare un pericolo; mentre la situazione a Fiume Santo era perfettamente in regola
7:17
Nelle vicinanze dell´isola di Mortorio, era in corso una vera e propria festa in barca a cui partecipavano due imbarcazioni e sette natanti con circa settanta persone a bordo, ed altre unità nelle vicinanze. Il tutto, in piena zona “Ma” a tutela integrale dell’area parco, area tutelata dalla Legge 394/91 sulle aree protette


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