ALGHERO - Le musiche senza confini arrivano anche al Cap D’any a l’Alguer, ed è tutto pronto per festeggiare il capodanno tra i più famosi dell’isola, tra le antiche piazze e il suggestivo Molo Dogana, nel porto più animato: nella Riviera del Corallo. Arriva la grande festa di fine anno che chiuderà i battenti dell’anno in corso e dei festeggiamenti iniziati ai primi di dicembre tra le vie incantevoli del centro storico catalano tra fresche sonorità di nomi internazionali e nazionali provenienti dal Nord Italia, dall’Inghilterra, dalla Spagna, dalla penisola balcanica, e ovviamente, dalla Sardegna: quattro concerti organizzati da Sardegna Concerti in tandem con l’amministrazione comunale, dislocati in due palchi per animare la città in attesa dei rintocchi della mezzanotte e delle prime ore del nuovo anno: uno in Piazza Pino Piras e l’altro al Porto – Molo Dogana. Ci sarà quindi l’imbarazzo della scelta e proposte artistiche per tutti i gusti. /
CAPODANNO ALGHERO
PIAZZA PINO PIRAS
A partire dalle ore 22,30, il cuore dei festeggiamenti inizierà a battere alla rovescia dalla Piazza Pino Piras con gli Abnoba fino alle 23,30: sound metropolitano, tradizione, musica da ballare e ascoltare. Un gruppo emergente del Nord Italia e vera e propria rivelazione del XXV Festival Internazionale Jazz in Sardegna, in cui i riferimenti geografici sfuggono, si sciolgono in frenetici ritmi, in improvvisazioni che sanno di jazz, in ritmi incalzanti che sostengono la voglia di muoversi, di far festa, di divertirsi: perché la musica, per gli Abnoba, è soprattutto gioco. Vincent Boniface, Simone Bottasso, Paolo Dall’Ara, Pietro Numico, Luca Rosso e Marco “Mammo” Inaudi, sono i sei giovanissimi musicisti cha amano indagare su un repertorio di suoni e danze tradizionali, rivisti attraverso composizioni originali in un’ottica evolutiva della musica. L’intreccio delle culture musicali del passato e del presente sono la vera anima del progetto di questo nuovo gruppo folk delle Alpi occidentali, che inventa con suoni propri, melodie ispirate alla tradizione italiana e francese, in alchimia con stili diversi quali il jazz, la musica dei Balcani e del Sud America, l’armonia classica, il funk. Un progetto nel quale si riconosce una matrice etnica caratterizzata dalla presenza di alcuni classici strumenti folk, utilizzati però secondo nuove tecniche e talvolta addirittura modificati per poter allargare l’orizzonte delle loro possibilità. “Vita facile” è l’ultimo album dal quale gli Abnoba traggono i contenuti del loro repertorio dal vivo, risultato della felice intersezione fra tradizione, magia e tecnologia. Alle 00,30 la piazza catalana si animerà del nuovo sound etnico della Spagna intriso di sonorità flamenco, rock, manouche e musica latina; in sintesi, “Rumba Rock”, una vera e propria festa con la Mano de Dios, quattro musicisti che sanno ben trasmettere il pathos del popolo latino intrecciato ai suoni anglosassoni. Il gruppo nasce in Inghilterra nel 2005 grazie a Jackson Scott, vocalist e chitarrista di flamenco nato e cresciuto in Siviglia, ma di padre inglese, che decide di unire la sua straordinaria esperienza musicale insieme a quella di Roberto Ares, percussionista galiziano, Miguel Moreno, chitarrista sivigliano DOC e di Jimmy Martinez, bassista cubano, per rendere possibile l’unione tra la tradizione della musica ispanica, quella suadente tipica delle band tzigane, e l’energia del rock.
PORTO - MOLO DOGANA
L’attesa poco prima della mezzanotte al Molo Dogana del porto dalle 23,30 è affidata alla più esaltante novità del panorama delle fanfare balcaniche: la Fanfara Tirana. Tre flicorni baritoni, tre percussionisti, sax, trombe e clarinetti rincorreranno gli ultimi minuti del vecchio anno in intensi crescendo e, su tutto, la straordinaria voce di Niko Zela che accompagnerà il pubblico della città catalana fino alle ventiquattro, per passare quindi il testimone ai bagliori colorati e irresistibili del tradizionale spettacolo pirotecnico con i fuochi d’artificio, alle 00:00, sempre al Porto – Molo Dogana. Alle 00,30 riprenderà ancora sul palco del Molo la melodia irresistibile dei quattordici musicisti della Fanfara Tirana tratta da un repertorio ricco di canti su tempi dispari e frenetici brani in 2/4 del nord Albania e del Kossovo, o di temi tradizionali delle feste nuziali che si sovrappongono alle ammalianti atmosfere balcaniche e orientali. La bellissima voce di Zela accompagna la band con canzoni di polifonia profana arrangiate per brass band e canti d’amore dai ritmi sfrenati e parole di fuoco. Hysni (Niko) Zela alla voce; Fatbardh Capi sax alto, clarinetto; Gezim Haxhiaj sax alto, clarinetto; Xhemal Muraj tromba; Gazmor Halilaj tromba; Agim Sako sax tenore; Roland Shaqja sax baritono; Mark Luca flicorno baritono; Pellumb Xhepi flicorno baritono; Artan Mucollari flicorno baritono; Luan Ruci basso tuba; Kujtim Hoxha batteria; Ismail Bali tapan, grancassa; Mario Grassi percussioni, sono irriducibili sul palco, come nella vita, conquistano e “….fanno ballare anche i morti…” come amano dire i loro appassionati. Alle 01:30 la forza esplosiva e dissacrante del rap in sardo dei Menhir animerà le prime ore del nuovo anno con una miscela irresistibile di rap, hip hop, folk, jazz, world music. Dopo la pubblicazione dell’ultimo disco e la recente partecipazione alla terza edizione dell’European Jazz Expo i due rappers nuoresi Momak e kappa (Marco Moro e Alessandro Gaias) approdano anche ad Alghero per un altro importante evento con le loro sonorità effervescenti, potenti, coinvolgenti, giovani, intriganti: un nuovo modo per rinnovare quello straordinario patrimonio d’arte e cultura rappresentato dalla poesia e dalla musica etnica sarda e avvicinarle ai gusti e alla sensibilità delle nuove generazioni. Sul palco insieme a Marco e Alessandro, anche l’amico DJ Seb, Federica Gallus alla voce e Daniele Barbato alle tastiere. Il grande bagaglio musicale della Sardegna diventa per i Menhir fonte inesauribile dalla quale attingere suoni nuovi; gli strumenti della tradizione, usati nei balli sardi e nelle canzoni popolari incontrano le ritmiche del funky e delle batterie elettroniche tipiche del rap; la lingua, gutturale e scattante, si rende capace di costruire una timbrica singolare che emerge tra swing, cool free, bossanova, be bop, ragtime, soul funk, tutto rigorosamente in chiave hip hop; una innovativa e sperimentale fusione in un’unica traccia, di tre diversi orientamenti musicali quali l’hip hop, l’etnico e il jazz.
Nella foto i Fanfara Tirana