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A.B. 29 luglio 2008
Reca: Un progetto contro l’illegalità
Presentata ad Ittiri la Rete dei Centri di Aggregazione Socio Culturale promosso dal Consorzio Cultura è Legalità
Reca: Un progetto contro l’illegalità

ITTIRI - Si è svolto ad Ittiri il convegno di presentazione del Progetto Pilota “Reca-Rete dei Centri di Aggregazione Socio Culturale”. Il progetto, finanziato dalla Regione Sardegna e promosso dal Consorzio “Cultura è Legalità”, formato da sei Comuni (Banari, Ittiri, Olmedo, Romana, Uri ed Usini), si preannuncia come il più vasto programma di azioni mai realizzato sul territorio a vantaggio della popolazione locale, con l’obiettivo di arginare la crescente e preoccupante diffusione dell’illegalità, che, in specifiche aree, assume i contorni dell'emergenza sociale

Alla presenza di un pubblico numeroso e attento hanno aperto il convegno con il loro autorevole intervento il prefetto di Sassari Paolo Guglielman ed il questore Cesare Palermi. Il primo ha spiegato quanto sia importante, nella lotta all’illegalità, creare aggregazione tra le varie realtà locali e fare in modo che i cittadini, soprattutto i più giovani, recuperino lo spirito di partecipazione alla vita sociale e la cultura identitaria legata alla propria comunità, mentre il secondo ha affermato che portare nelle scuole e nei percorsi educativi in genere l’insegnamento al rispetto della legalità e delle regole è il primo passo per evitare l’insorgere di comportamenti devianti. Oltre a queste due importanti figure istituzionali era presente anche l’Arma dei Carabinieri, rappresentata dal tenente colonnello Marco Piccoli del Comando Provinciale di Sassari, il quale ha spiegato come l’Arma abbia da tempo avviato varie iniziative a carattere informativo per promuovere la “cultura della legalità” soprattutto nei centri più piccoli e con particolare attenzione alla difesa delle fasce più deboli della popolazione come ad esempio gli anziani.

Si è poi entrati nello specifico con il sindaco di Ittiri Tonino Orani che, in veste di presidente del Consorzio Cultura è Legalità, ha illustrato le principali azioni promosse dal Consorzio stesso nell’ambito del “Pon Sicurezza”, programma operativo promosso dal Ministero degli Interni, che basa le sue azioni principalmente sull’arricchimento del patrimonio culturale della popolazione inteso come strumento per combattere l’illegalità. Orani ha poi illustrato in dettaglio tutte le azioni che, in quest'ambito, il Consorzio sta portando avanti e, a seguire, è stato illustrato nei dettagli il progetto pilota Reca da uno degli esperti che hanno contribuito alla sua stesura, Adriano Ferracuti.

Il convegno è proseguito con l’intervento dei sindaci dei Comuni che aderiscono al Consorzio che hanno esposto le varie situazioni di illegalità presenti nei propri centri e le azioni intraprese dalle Amministrazioni per favorire il ripristino della legalità. In particolare, il sindaco di Usini Giuseppe Achenza ha parlato di come nel proprio centro, con la migrazione interna in atto da qualche anno dalla vicina città di Sassari, che ha visto aumentare la popolazione di oltre quattrocento unità, si stiano creando numerose situazioni a rischio di illegalità per la difficoltà di inserire in così breve tempo i nuovi arrivati nel tessuto sociale del paese. Giampiero Cordedda e Luigi Ruiu, rispettivamente sindaci di Banari e Olmedo hanno illustrato come nei loro centri si stia promuovendo la cultura della legalità soprattutto fra i giovani, con l’avviamento di attività sportive, musicali e di incontro che saranno attuate nei locali che per questo scopo sono in fase di ristrutturazione con i fondi messi a disposizione, nell’ambito del progetto, proprio con questo obiettivo. Infine il sindaco di Uri Giovanni Biddau ha parlato della “Biblioteca delle Scienze Sociali”, altra iniziativa prevista dal progetto che vedrà la luce nel proprio centro con libri e testi specifici sulla legalità e, come prima iniziativa, ha simbolicamente regalato ai presenti il libro del
giornalista Roberto Saviano “Gomorra”.

E' stato poi il turno di don Gaetano Galia, educatore salesiano e presidente della Cooperativa Sociale “Il Sogno”, che gestisce due comunità alloggio per giovani disadattati, il quale ha parlato dell’educazione al rispetto delle regole come primo passo in un percorso di interiorizzazione della legalità da parte dei giovani e di come, all’interno del tessuto sociale, il Comune, la scuola, le parrocchie e il volontariato siano i principali attori nella creazione di tali percorsi formativi.

Mariangela Faedda, a nome degli “attori locali” che collaboreranno alla realizzazione del progetto e che sono la “Cooperativa Sociale Manitese” di Ittiri, la “Cooperativa Sociale Robinson” di Sassari e l’“Associazione Culturale Paulis” di Uri, ha affermato che come operatori del sociale hanno aderito con entusiasmo al protocollo d’intesa e che il loro principale compito sarà portare i contenuti del progetto tra la popolazione e soprattutto tra i giovani con i quali tenteranno di “ripensare” il tempo libero ed i momenti di incontro come occasioni da sfruttare costruttivamente a vantaggio della propria crescita culturale e del proprio benessere nei rapporti sociali.

Infine, Giampaolo Cassitta, dirigente responsabile regionale del trattamento dei detenuti negli istituti penitenziari, ha parlato di quanto sia difficile spiegare, soprattutto ai giovani, qual’è il confine tra legalità ed illegalità soprattutto quanto tale confine viene continuamente modificato per effetto di nuove disposizioni legislative.

Al termine del convegno c'è stato un interessante e animato dibattito con l’intervento di diversi operatori del sociale e di semplici cittadini. Particolarmente toccante l’intervento di un allevatore ittirese che essendo da tempo vittima dei soprusi perpetrati a suo danno da alcuni delinquenti locali ha chiesto, con toni accorati, che chi ne ha competenza intervenga per far uscire lui e la sua famiglia da questo incubo nel quale si trova a vivere quotidianamente.

Nella foto: Un momento del convegno
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