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S.A. 10 febbraio 2009
Cantiere Sociale: «Inaugurazione farsa» del depuratore
Avverrà domani l´inaugurazione del depuratore algherese e già si consumano le prime polemiche tra gli esponenti dell´opposizione. Preannunciata la presenza del Ministro alle Infrastrutture e Trasporti Altero Matteoli
Cantiere Sociale: «Inaugurazione farsa» del depuratore

ALGHERO – Avverrà domani l’inaugurazione del depuratore algherese e già si consumano le prime polemiche tra gli esponenti dell’opposizione. Il sindaco Marco Tedde e il Ministro per le Infrastrutture e Trasporti Altero Matteoli, presenzieranno a partire dalle 10.30 all’entrata in funzione dell’opera pubblica attesa da anni e costata 19 milioni di euro.

Non è d’accordo il gruppo di Alghero Viva che ritiene la giornata di domani «soltanto un evento di propaganda politica». Secondo il movimento politico non si assisterà ad un procedimento di avviamento dell’opera ma soltanto ad «un collaudo e forse neanche l’ultimo», per il quale la visita preannunciata del Ministro e la convocazione della Commissione Consiliare Ambiente, sarà un ulteriore prezzo da pagare per le tasche dei contribuenti.

Le critiche del capogruppo Di Nolfo non si limitano all’evento di domani, ma riguardano l’intera fase di progettazione dell’infrastruttura, sostenuto in questa battaglia da altri due esponenti di opposizione, Enrico Daga e Matteo Tedde, firmatari di un'interpellanza in Consiglio Comunale. La coalizione di centro sinistra accusa la Giunta Tedde di aver evitato la Valutazione di Impatto Ambientale dimensionando il depuratore per 92mila e 500 abitanti, al di sotto del valore di 100 mila per il quale sarebbe obbligatoria tale procedura, nonché dei 110 mila ai quali faceva riferimento il vecchio impianto del Mariotti.

Al centro delle polemiche anche i reflui del depuratore che verranno per una parte destinati al riutilizzo agricolo; e per l’altra lasciati confluire nel Rio Filibertu, affluente del Calick. Lo stagno naturale, infatti, è un’area naturale protetta e, come dispongono le norme in materia ambientale «per le opere ricadenti all’interno di aree naturali protette, le soglie dimensionali (per accertare la Valutazione d’impatto Ambientale) sono ridotte del 50%». Dalle fila dell’opposizione, dunque, accusano sia la mancata procedura avviata dall’amministrazione; sia la mancata consulenza di un esperto dell’area sensibile.
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