|
Sara Alivesi
28 aprile 2009
Il dilemma: Aeroporto, opportunità o problema
Domanda provocatoria del direttore generale della Sogeaal, Umberto Borlotti nell´intervento di ieri al Cavall Marì sul tema: “Aeroporto e dinamiche socio-economiche: Alghero e Pisa a confronto”, organizzata dal Centro di Studi & Politica "Giuseppe Toniolo"

ALGHERO – Nella “settimana di cultura per lo sviluppo e l’ambiente”, organizzata dal Centro di Studi & Politica Giuseppe Toniolo, si è svolto ieri sera il terzo appuntamento dopo le conferenze sulla democrazia e le energie rinnovabili dei giorni scorsi. “Aeroporto e dinamiche socio-economiche: Alghero e Pisa a confronto”, è stato il tema della conferenza sulla quale sono intervenuti Tonino Baldino del Centro Studi e Umberto Borlotti, direttore generale della Sogeal. Assenti Liliana Lorettu, assessore regionale ai trasporti a causa di impegni istituzionali e Gina Giani, direttore generale S.A.T. aeroporto di Pisa per nomine societarie.
Duole riferire la scarsa partecipazione all’incontro da parte di politici, cittadini e operatori del settore turistico per l’importanza e l’interesse dell’argomento trattato. L’aeroporto: da destra o sinistra; da dipendente o utente; da turista o cittadino; o da qualsivoglia angolatura o aspetto lo si voglia analizzare, è la più grande risorsa economica del territorio. Nonostante questa verità indiscutibile (è sufficiente guardare i dati dal 2000 ad oggi) la domanda e il dubbio che ironicamente Borlotti si pone è se «il Riviera del Corallo sia un problema o un’opportunità» facendo intuire (senza troppo ingegno) i problemi societari, le mancate ricapitalizzazioni e la scarsa sinergia con il territorio.
Si scommetterebbe sulla seconda delle ipotesi considerato l’impatto economico e il milione e mezzo di passeggeri all’anno, quasi un milione in più rispetto al 2000. Tuttavia, a fronte di una ricchezza e di un bacino di presenze incrementato in maniera significativa con l’arrivo del vettore Ryanair, ancora il sistema turismo, non sembra rispondere in maniera matura e coordinata alle esigenze del mercato.
I dati del nuovo viaggiatore-tipo: età, istruzione e provenienza, delineano un quadro piuttosto uniforme di passeggero: generalmente giovane, alta scolarità, professioni miste (medio-alte), 75% diviso tra la Spagna e il Regno Unito. Dalle indicazioni svolte su un campione molto vasto di turisti intervistati emergono delle indicazioni ben precise per il territorio in termini di sviluppo mirato: più storia e manifestazioni culturali; più eventi e servizi per i giovani; più attenzione ai prezzi per lo straniero che viaggia spesso e tiene conto dei costi. Un piano turistico che prenda in considerazione le indagini del mercato low cost che attualmente rappresenta il punto di forza dello scalo algherese ( e non solo) e che denota però una bassa percentuale di fidelizzazione del viaggiatore. Ossia, quest’ultimo viene ma non ci torna. A Pisa (tra le altre località) c’è una media almeno tre volte maggiore. Il sole e il mare, dunque, non bastano più e comunque non per dodici mesi all’anno.
Altre considerazioni per i voli di linea e per i charter, il cui traffico è diminuito drasticamente su scala nazionale ma, che nella realtà locale è crollato al 5% contro la media italiana del 15/17%. Il mondo si evolve, il mercato aereo si adegua ai cambiamenti, tuttavia, anche nei casi delle tratte organizzate i motivi di scarsa presenza sono legati all’attrattiva del territorio, i servizi, la qualità degli alberghi etc. «Bisogna guardare al futuro, il transoceanico che diventerà low cost, la crisi economica superata, i nuovi scenari di sviluppo e trovarsi pronti a tutto questo» commenta nel finale Borlotti. C’è da credergli se la scommessa del 2000 sulla Ryanair è stata vinta dieci anni fa’ e se Alghero e la Sardegna in questo futuro vorranno provare ad esserci.
|