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Sara Alivesi
12 maggio 2009
Porto Torres, altri 150 posti a rischio
La crisi dell’industria nel nord Sardegna continua. A rischio 150 lavoratori dell´Eurocoop, cooperativa che lavora nell´ambito dei servizi

SASSARI – La crisi dell’industria nel nord Sardegna, ogni giorno ha un tassello in più da aggiungere al mosaico di disperazione dei lavoratori del settore chimico. Ieri l’Eurocoop, cooperativa che lavora nell’ambito dei servizi, ha preannunciato un messaggio molto chiaro all’assessore regionale al lavoro e al sindaco di Porto Torres sulle difficoltà a garantire la sicurezza occupazionale a 151 dipendenti.
La convocazione degli Stati Generali della Provincia di Sassari nei giorni scorsi e il monito lanciato da Beppe Pisanu «per svegliare i sardi a difendere un progetto» devono aver lasciato indifferente il governo centrale. Nessun segnale da Roma dove sembrano fallite le trattative con l’Eni per i costi delle materie prime che avevano spinto l’imprenditore trevigiano Sartor a lasciare l’Ineos solo due settimane dopo l’acquisto.
Il rischio del collasso industriale sardo è di perdere 5mila posti di lavoro. Un bilancio disastroso per il territorio e le ricadute economiche e sociali che ne deriverebbero. Ciascun posto negato è una persona, una famiglia, un diritto sancito dalla Costituzione. Le promesse o il silenzio non sono l’azione politica di cui ancora una volta il popolo sardo può accontentarsi
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