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Cristina Tangianu
28 maggio 2009
Seconda Categoria: Intervista al capitano dell’Audax
Stefano Alfonso, perno difensivo dei gialloverdi, racconta la sua stagione calcistica

ALGHERO – Alguer.it, incontra il capitano dell'Audax Algherese, Stefano Alfonso alla vigilia della gara che può valere una stagione. Il numero cinque gialloverde ha analizzato per noi il suo campionato ed i play-off iniziati domenica scorsa contro il Berchidda.
Alfonso milita da dieci anni nella squadra algherese e da quattro indossa la fascia da capitano ereditata da Alberto Sotgiu, anche lui catalano cresciuto nel vivaio dell’Audax. Oramai bandiera gialloverde, il centrale difensivo è insostituibile nel suo ruolo da difensore centrale. Ma da quando mister Urgias, diversi anni fa, lo provò come terzino sinistro, all’occorrenza il capitano ricopre anche il ruolo di esterno con grande stile ed eleganza.
Domenica vi attende il ritorno contro il Berchidda. Partite da un 2-1, un risultato facilmente ribaltabile?
«Si, è una partita in cui possiamo e dobbiamo ribaltare il risultato. non sarà facile, ma in casa ci siamo sempre espressi al massimo. Il Berchidda è una squadra alla nostra portata e il loro punto debole è nella difesa».
C'è un giocatore del Berchidda in particolare che temi?
«No, temo molto il loro collettivo e i loro schemi, fatti di cambi di gioco repentini per agevolare gli inserimenti degli esterni alti».
Se vincente contro il Berchidda vi attenderà la vincente tra Ovodda e Bolotanese, conosci gli avversari?
«No, non conosco nessuna delle due squadre, ma essendo arrivate seconde nei loro rispettivi gironi sono da rispettare».
Non si può non sottolineare la vostra grande prestazione di questa annata. Poi, però, un calo. Avete perso il primato e avete rischiato anche il secondo posto. Quali sono i motivi principali?
«I motivi sono tanti. In primis il susseguirsi di infortuni che nelle ultime cinque giornate ci hanno penalizzato togliendoci giocatori importanti. Poi, sicuramente un calo fisico che dopo ventisette giornate è normale. Infine, qualche scelta arbitrale che ci ha penalizzato, ma in fondo la colpa è solo nostra».
L’Audax è da nove anni in Seconda Categoria, per te e per la squadra cosa significherebbe il salto in Prima?
«Innanzitutto ritornerebbe nella categoria che gli compete. Sarebbe bello quest’anno, perché inaspettato. Si puntava sicuramente a migliorare il quinto posto dell’anno scorso, ma la promozione non era in preventivo. Sarebbe una bella soddisfazione per la società, i giocatori e i tifosi».
Ad inizio stagione diverse squadre, anche di categoria superiore, si sono interessate a te. Per quale motivo hai scelto di restare all’Audax?
«L’Audax per me è una seconda casa, gioco sempre per divertirmi e qui ho trovato l’ambiente giusto. Non mi dispiacerebbe, però, tentare un’avventura in un altra squadra, si vedrà dopo la fine dei play-off».
Quale è l’avversario più difficile che hai dovuto marcare in questo campionato?
«Non ho avuto problemi nel marcare avversari quest’anno, infatti abbiamo la miglior difesa. Forse i miei compagni di squadra, come Monte, Enna, Moccia e Angioj sono i più difficili da marcare e per fortuna ci gioco insieme, ma se devo dire un nome, il giocatore che mi ha impressionato è Schirra del Tissi, un attaccante che vede bene la porta avversaria».
Che voto daresti alla tua annata?
«Se avessi vinto il campionato mi sarei dato 10, come a tutta la squadra. Invece, per come sono andati i fatti, direi un 8 meritato».
Ritieni che la squadra sia pronta a giocare l’anno prossimo in Prima Categoria o servono comunque degli innesti?
«Credo che la nostra formazione sia pronta per affrontare il campionato di Prima Categoria. Come tutte le neopromosse, avremmo bisogno di alcuni innesti, ma questo è un argomento che riguarda il mister e la società».
Sei capitano da circa quattro anni, hai preso il posto di Sotgiu, per te cosa significa?
«Essere capitano di un gruppo splendido è bellissimo anche se siamo tutti capitani e ci aiutiamo l’uno con l’altro».
Tra i tuoi compagni, con chi non rinunceresti mai a stare in squadra?
«Con Maurizio Dore e Antonio Piras. Giochiamo da tantissimi anni assieme e condividiamo un’amicizia che va al di la del campo di calcio».
C’è qualcuno, nelle vostre giovanili, in cui ti riconosci?
«Il nostro settore giovanile è da sempre uno dei più prolifici del territorio. Sono tanti i buoni giocatori che stanno crescendo all’ombra della prima squadra. Se dovessi fare dei nomi, posso dire che vedo bene Signorini e Deruda».
Anche tu, come Giannino Serio, giocherai ancora per tanti anni?
«Spero di si, il calcio per me è passione, divertimento e finché avrò gli stimoli e il fisico tiene, perché non continuare?»
In ogni partita casalinga di questo campionato i tifosi non hanno fatto mai mancare il loro sostegno alla squadra. C’è un ringraziamento che da capitano vorresti fare?
«Assolutamente. Ringrazio i tifosi che ci hanno sempre sostenuto e ringrazio anticipatamente quelli che domenica ci vorranno dare una mano con il loro sostegno nella partita che vale una stagione. Perché il nome della città di Alghero non è solo portato in alto dall’Alghero Calcio, che son felicissimo che si sia salvato, ma anche dalle altre squadre di categoria inferiore come la nostra Audax. Inoltre continuo a giocare grazie alla forza che mi da la mia fidanzata, che mi sostiene sempre e mi sta molto vicina, perché per giocare a calcio ci vuole anche la serenità che ho trovato grazie a lei».
Nella foto: Stefano Alfonso
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