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Alguer.itnotiziealgheroTurismoTurismo › Montalto, l’esperienza dell’AAST di Alghero non va perduta
Avv. Claudio Montalto
Consigliere comunale dei D.S. Alghero
già Commissario della azienda di soggiorno di Alghero 25 agosto 2004
Montalto, l’esperienza dell’AAST di Alghero non va perduta
Brevi osservazioni sul provvedimento di “razionalizzazione degli uffici dell’organizzazione turistica pubblica della regione” recentemente emanato dalla Giunta della Regione della Sardegna su proposta dello Assessorato al Turismo
Montalto, l’esperienza dell’AAST di Alghero non va perduta

Leggiamo in questi giorni numerosi interventi sul destino dei beni e delle attività della locale Azienda autonoma di soggiorno e ciò in relazione al provvedimento Regionale. Da alcuni si invoca riflessione, da atri si urla allo scippo. Non mi sembra che la questione possa essere affrontata in questa maniera. Vi è da dire in primo luogo che indiscutibilmente il provvedimento è encomiabile per aver permesso di riprendere il dibattito sull’intervento pubblico nel Turismo che nella passata legislatura la incapacità politica e l’immobilismo del centro destra aveva fatto abortire. Tutto si poteva fare tranne che restare fermi; i ritardi ormai sono definibili patologici, lontani come siamo dagli interventi innovativi fatti in materia da molte altre Regioni italiane e ciò è grave dal momento che la Nostra si caratterizza per una forte vocazione turistica. Non mi sembra che le questioni più scottanti che pone il provvedimento siano il destino della gestione della Grotte di Nettuno e del Caval Mari, ovvero dei locali sede della Azienda, come sembra adombrare il Sindaco Avv. Tedde, che anche ancora una volta urla senza costrutto.
In verità la gestione delle Grotte poteva e forse doveva passare al Comune da tempo, come sostenuto da qualcuno.
Era possibile dal momento che si tratta di una concessione regionale che come tale ben poteva e può essere sottratta alla Azienda e data al Comune, come auspico, ovvero al Parco di Porto Conte. In questa direzione una forte ed unitaria iniziativa è auspicabile e necessaria , e mi dichiaro pronto a sostenerla.
In relazione agli altri beni indicati non mi pare che vi possano essere discussioni che siano di già nel patrimonio del Comune di Alghero. Se anche su questi vi fossero dei problemi mi sembra che il decreto non sia assolutamente ostativo per una soluzione positiva. Diversa è invece la situazione di altri beni propri della Azienda quali il campeggio Kalik.. Passiamo ora alla esame del provvedimento. La relazione al provvedimento nei primi cinque punti è assolutamente condivisibile. Dobbiamo invece dichiarare il nostro disappunto per il fatto che ancora una volta in un provvedimento normativo si parli genericamente della necessità di una nuova normativa in materia di intervento pubblico nel turismo senza indicare almeno a grandi linee cosa si intenda fare, a quali criteri ci si voglia ispirare, il che sarebbe stato ben possibile dal momento che il dibattito sulla questione è stato nel tempo ampio, approfondito, spesso originale ed in ogni caso tale da aver indicato ogni possibile intervento.
Inoltre manca un qualsiasi cenno alla legislazione nazionale in materia, che, ferma restando la competenza primaria della nostra Regione, è pur sempre un punto di riferimento imprescindibile.
Non crediamo di affermare “originalità” se ricordiamo che la Sardegna ha in questo campo, e non solo, delle “specialità” che impongono una legislazione originale.
La Sardegna è una, e bisogna ricordarlo sempre con forza, ma è originalmente multipla il che impone un intervento “promozionale” organico, coordinato ma che tenga conto di questa molteplicità.
Sotto questo profilo osservo con dovuta preoccupazione:
- il mantenimento dell’E.S.I.T., con una articolata organizzazione periferica dipendente gerarchicamente dal primo;
- il trasferimento all’E.S.I.T. di tutti i beni, rapporti giuridici e personale;
Il mantenimento dell’E.S.I.T. come unica realtà che coopta tutte le altre può facilmente preludere alla costituzione della c.d. Azienda unica Regionale e di qualcosa di simile che accentri in sé tutto ivi comprese le risorse economiche con una visione centralizzata della promozione turistica.
Sarebbe stato il caso di chiarire tale punto nodale in quanto una impostazione accentratrice andrebbe contro perfino alla logica della recentissima legislazione nazionale in materia.
Come ha rilevato in maniera precisa l’on. Bruno in recenti articoli apparsi sulla “Nuova Sradegna”la legislazione nazione spinge per la nascita e crescita dal basso di strutture pubbliche e private che esaltino le originalità locali, che sembrerebbero nella nostra realtà essere perfino in fieri.
Il coordinamento tanto necessario ed aggiungo il controllo non gerarchico, deve andare affidato all’organo politico di programmazione, ossia allo assessorato al Turismo che deve perdere ogni potere esecutivo ed appropriarsi di quello politico programmatorio all’interno di quello più generale affidato alla intera giunta. Regionale.
In tal modo la impostazione generale politica spetta all’organo politico, all’interno degli indirizzi dati saranno le realtà locali di concerto con gli enti territoriali a dare le gambe allo intervento con esaltazione della specificità di ogni luogo ma in una visione unitaria; si venda il prodotto Sardegna ma non si dimentichi da cosa questo è formato.
Il secondo punto di preoccupazione è di particolare momento per quanto riguarda la azienda di Soggiorno e Turismo di Alghero, peculiare in Sardegna perché unica a non vivere di solo sovvenzioni Regionali ma invece titolare di entrate proprie: concessionaria della gestione delle Gotte di Nettuno, proprietaria del Camping Kalik, titolare di quote del Consorzio di gestione del Porto, di un terreno in cui insiste un reperto di grande rilevanza storica etc.Tutto ciò perche è stata nel tempo non solo organo di promozione turistica ma di gestione dello stesso, trasformando le iniziative quali il “Capy an” in vera e propria promozione.
E’ una realtà che impone al legislatore una profonda riflessione sul suo destino.
Dobbiamo chiederci alla luce del provvedimento se tutti questi rapporti giuridici di proprietà e gestione finiscano all’E.S.I.T., e che fine facciano tutte le esperienze che questo Ente, gestito nel tempo in maniera così diversa dagli altri dello stesso genere, ha prodotto. Sui primi ho detto; preoccupazioni molto serie pongono il destino del Kalik e la quota di partecipazione nel consorzio del Porto.
Vi è da dire che il decreto concede un tempo adatto di riflessione.
Nel frattempo l’iniziativa politica amministrativa deve essere unitaria, forte e positiva, nel senso di favorire il rinnovamento dello intervento nel settore nel massimo rispetto delle prerogative dell’Ente locale e degli operatori del settore e della esperienza cumulata nel tempo. Sono quindi d’accordo per un dibattito con il governo Regionale che sia indirizzato in questo senso e che eviti sterili campanilismi ed allarmismi.



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