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L.P.
13 ottobre 2009
Sistema idrico isolano, le proposte della Cisl
Il sindacato ha fissato le linee guida da seguire per la riforma del sitema idrico regionale. Fondamentale il rispetto degli accordi sottoscritti da Abbanoa col sindacato fin dal 2005

CAGLIARI - Rispetto degli accordi per la tutela dei livelli occupazionali, riforma del sistema idrico regionale, costi d’infrastrutturazione a totale carico della Regione, elezione degli organi statutari dell’Autorità d’ambito. Sono queste le principali richieste che la Cisl regionale presenta alla Regione nel sollecitare la riforma del sistema idrico isolano.
Questa mattina la Segreteria regionale Cisl ha riunito i segretari generali territoriali e le federazioni di categoria interessate – chimici, metalmeccanici e trasporti - per un esame delle problematiche attinenti all’organizzazione, funzionamento, occupazione e potenziamento del sistema idrico sardo.
Sul fronte lavoro la Cisl chiede il rispetto degli accordi sottoscritti da Abbanoa col sindacato fin dal 2005, che prevedono la tutela dei livelli occupazionali e l’internalizzazione delle figure professionali coerenti con la mission di Abbanoa.
Per quanto riguarda, invece, le strategie future, il sindacato evidenzia la necessità e l’urgenza di rivedere la riforma del sistema idrico in Sardegna, separando i costi di gestione da quelli delle infrastrutture da realizzare, che devono restare, questi ultimi, saldamente in mano pubblica. Questo per evitare che la pedissequa applicazione della legge regionale 29/96(riordino sistema idrico sardo) possa scaricare sulla tariffa ai cittadini i costi di realizzazione delle infrastrutture, pure necessarie, senza le quali Abbanoa non può erogare un servizio di qualità.
La Cisl non può accettare che il costo della distribuzione dell’acqua possa avere un impatto gravoso sul reddito delle famiglie già indebolito dalla grave crisi economica. Il sindacato chiede alla Regione di rivedere, nel più breve tempo possibile, il piano di interventi e investimenti nel settore idrico. Senza questo piano, le denunce e le disfunzioni che hanno caratterizzato l’estate 2009 sono destinate ad aumentare.
E’ necessario puntare su una migliore organizzazione del sistema idrico a livello regionale, afferma il sindacato. Pertanto, la Regione deve sbloccare la situazione legata dell’Autorità d’Ambito oggi commissariata, dichiara la Cisl, convocando le elezioni per gli organi elettivi statutari e rivedendo in tempi ragionevoli – preceduti da un confronto con gli enti locali e il sindacato - contenuti del Piano d’ambito che, approvato nel 2002, risulta ampiamente inadeguato a gestire il servizio idrico in Sardegna.
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