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A.B.
15 ottobre 2009
Eni, Piano industriale sotto la lente
Dopo la presentazione della bozza, la Segreteria Provinciale del “Uilcem” di Sassari chiarisce la sua posizione

PORTO TORRES - La Segreteria Provinciale dell’“Uilcem” di Sassari, dopo la presentazione della bozza del piano industriale dell’“Eni” per lo stabilimento di Porto Torres ritiene opportuno esprimere chiaramente la propria posizione.
«Riteniamo che il piano sia insoddisfacente e insufficiente, in particolar modo sull’entità degli investimenti dedicato al consolidamento e rilancio delle produzioni in essere. Siamo contrari alla posizione aziendale che vede le produzioni Fenolo e Cumene chiudere definitivamente, ritenendo che senza di esse si compromette l’equilibrio economico dello stabilimento».
I vertici del sindacato, dichiarano di non capire perché l’Eni voglia chiudere definitivamente il proprio impianto di Cumene ed acquista lo stesso prodotto da un’altra società, l’“Erg”.
«Esprimiamo perplessità riguardo all’assetto di marcia prospettato per la centrale termoelettrica non propedeutico al sistema stabilimento. Nei termini proposti – dichiarano - giudichiamo la riorganizzazione degli organici di stabilimento non accettabile. Il futuro del nostro stabilimento è compromesso anche dall’incerto destino degli impianti “Cvm” e “Pvc”, realtà necessarie per l’equilibrio produttivo dello stabilimento, per il quale intravediamo nel comportamento politico-commerciale di Eni un ostacolo per il futuro del ciclo cloro-soda. Riteniamo, al di là del piano industriale, doveroso e non più rimandabile da parte dell’Eni procedere alle bonifiche».
La segreteria territoriale Uilcem sottolineano come non abbiano nessun preconcetto politico nei confronti della realizzazione del Centro logistico, ma sono disposti a discuterne solo dopo il rilancio dello stabilimento.
«Riteniamo opportuno sottolineare che questo progetto non si deve intendere come sostitutivo all’esistente ma il ripristino delle condizioni di un recente passato. Viste le recenti iniziative riteniamo opportuno e fondamentale sottolineare che per procedere con forza, affinché si realizzi concretamente il consolidamento dello stabilimento, abbiamo bisogno di una reale e concreta unione sindacale evidenziando quello che ci unisce e non quello che ci divide».
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