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Red
27 ottobre 2009
Petrolchimico, lavoratori bocciano accordo Eni
I lavoratori del Petrolchimico di Porto Torres rifiutano a larghissima maggioranza l’accordo sottoscritto con l’Eni il 19 ottobre scorso. Un risultato netto, giunto al termine di un’assemblea tanto partecipata quanto costruttiva

PORTO TORRES - I lavoratori del Petrolchimico di Porto Torres rifiutano a larghissima maggioranza l’accordo sottoscritto con l’Eni il 19 ottobre scorso. Stamattina, nella sala mensa dell’ex Tagliarini a Porto Torres, il popolo dei lavoratori si è espresso nettamente nel referendum indetto dalle sigle sindacali di Industria e Servizi della Cgil durante la grande assemblea che ha contato cinquecento partecipanti. Tra i presenti, quasi tutti votanti, sono stati 385 i contrari all’accordo, 13 i favorevoli e 6 gli astenuti.
Un risultato netto, giunto al termine di un’assemblea tanto partecipata quanto costruttiva. Dapprima i segretari generali di Fiom, Filt, Filcem, Fillea e Filcams hanno spiegato i termini dell’accordo che la Cgil territoriale non ha firmato, perché ritenuto l’inizio della fine del Petrolchimico. Poi è stata la volta di numerosi interventi dei lavoratori, di tutte le categorie, che hanno chiesto sulla linea del sindacato territoriale di riportare la vertenza nella sua sede naturale e più appropriata, cioè il tavolo del ministero dello Sviluppo economico, l’unico a poter decidere sul futuro dell’industria chimica a Porto Torres, insieme ai sindacati territoriali e ai rappresentanti delle istituzioni del territorio.
Gli stessi lavoratori, ribadendo la necessità dell’unità sindacale per ottenere il risultato ultimo, cioè il mantenimento dei posti di lavoro, hanno rinnovato la richiesta al segretario generale della Camera del lavoro di Sassari Antonio Rudas di ritirare le dimissioni annunciate il 21 ottobre, due giorni dopo la firma dell’accordo con Eni. Allo stesso modo, i lavoratori hanno ribadito, senza alcuna polemica ma con forza e determinazione, il diritto di scegliere, anche attraverso referendum come accaduto oggi, il proprio futuro. Tra i presenti, anche i cinque lavoratori che avevano occupato per cinque giorni la torre aragonese di Porto Torres chiedendo un futuro sicuro per il Petrolchimico.
Uno di loro è intervenuto per ribadire la necessità della prosecuzione della lotta. All’incontro hanno assistito anche i responsabili territoriali di zona di Ozieri, Alghero, Porto Torres, e le rappresentanze dei settori della Funzione Pubblica e agricolo-forestale. Durante l’assemblea si è discusso anche della vertenza Vinyls: è stata giudicata positiva la presenza di alcune manifestazioni d’interesse sul’acquisto degli impianti, ma anche ribadita la necessità che si trasformino in offerte concrete, senza pessimismo né trionfalismi, ma con molta prudenza.
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