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Marco Vuchich
29 novembre 2004
L’Italia scende in piazza contro la Finanziaria
I lavoratori sardi si fermeranno per otto ore per protestare contro una riforma fiscale iniqua che non risponde alle vere esigenze del Paese

ROMA - E’ scontro: un faccia a faccia duro e risoluto tra Governo e Sindacati che oggi vedrà nelle principali piazze d’Italia il naturale campo di battaglia dove attaccare a colpi di slogans la nuova finanziaria 2005. Cgil, Cisl e Uil hanno varato un unico documento che denuncia lo strumento finanziario del Ministro Siniscalco come “ingiusto, sbagliato e inadatto a rispondere alle esigenze del Paese”. Per tale motivo i lavoratori si asterranno da ogni attività per quattro ore, ad esclusione della Sardegna che ha raddoppiato ad otto le ore di sciopero. Come nel resto del paese anche ad Alghero si avvertiranno i contraccolpi di una macchina lavorativa che incrocerà le braccia, decidendo democraticamente di protestare contro una riforma fiscale di cui si chiede a gran voce il ritiro. Molti saranno i settori coinvolti fin dalle prime ore del mattino: Pubblico impiego, Sanità, Scuola (che ha già dato una forte prova d’orgoglio lo scorso 15 novembre), Ricerca e Università, Strade e Soccorso Stradale, Poste, Banche, Trasporti, addetti nel settore delle Telecomunicazioni e Televisione, nel settore dell’Acqua, Luce e Gas e in quello strategico dell’Informazione. Una momentanea paralisi del tessuto economico di un Paese che vede, di giorno in giorno, la perdita secca del potere d’acquisto delle retribuzioni e delle pensioni degli italiani, senza cogliere la volontà dello Stato di promuovere un’ incisiva politica di monitoraggio, controllo e contenimento dei prezzi e delle tariffe.
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