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S.A.
26 luglio 2010
Appalti truccati col Ministero, in carcere 4 sardi
Una imprenditore sardo, con moglie e i due figli coinvolti in un´operazione coordinata tra Porto Cervo, Perugia e Roma per degli appalti truccati con il Ministero della Difesa. In manette anche un giudice

PORTO CERVO - Un'operazione coordinata da parte dei carabinieri di Porto Cervo e e gli agenti della Sezione P.G. Aliquota della Procura di Perugia e di Roma, hanno proceduto in data 22 luglio all'esecuzione di 5 misure cautelari in carcere su disposizione della dott.ssa Matteini, dietro richiesta del Pm, il dott. Giuseppe Petrazzini.
Sono finiti in manette: M.G., di anni 72, residente in Roma, ex imprenditore edile; M.V., di anni 40, residente in Roma, avvocato; M.G., di anni 36, residente in Roma, avvocato; B. P., di anni 65, residente in Roma, pensionata; D.G., di anni 63, residente in Roma, Giudice presso il Tribunale Civile di Roma.
L’attività investigativa è scaturita da una denuncia nel dicembre 2009, dall’Avvocatura Generale dello Stato in cui sono state segnalate una serie di vicende processuali intercorse ed intercorrenti, in sede civile, tra il Ministero della Difesa, rappresentato in giudizio appunto, dall’Avvocatura Generale e la “Ditta individuale G.M.”, rappresentata in giudizio dai figli del titolare avvocati V. e G. M. Secondo gli inquirenti la famiglia avrebbe corrotto il giudice onorario del tribunale capitolino al fine di ritardare o non eseguire alcune esecuzioni immobiliari.
Al termine di complesse, articolate e riservate indagini compiute attraverso servizi di pedinamenti, acquisizione documentazione ed intercettazioni telefoniche, sono stati acquisiti gravi indizi di reità nei confronti degli indagati in oggetto, per essersi, sulla base delle qualifiche e rapporti, associati fra loro, al fine di commettere falso materiale in atto pubblico commesso da privato, relativamente alla contraffazione di copie dei documenti contabili inerenti ai contratti di appalto intercorsi fra il Miniterso della Difesa e l’impresa edile in oggetto.
L’Avvocatura Generale dello Stato, in seguito ai citati decreti ingiuntivi, ha quantificato un consistente danno erariale nei confronti del Ministero della Difesa che sarà meglio quantificato all’esito di attività di analisi sulla documentazione sequestrata presso lo studio legale. Durante le operazioni di esecuzione delle ordinanze sono state altresì eseguite delle perquisizioni locali che hanno portato ad acquisire elementi oggettivi di riscontro a carico dei soggetti.
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