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Piero Chiccoli
23 dicembre 2004
«Cara, chiama il taxi che andiamo in centro»
L’amministrazione comunale dopo quasi cinquant’anni concede 16 nuove licenze. Ma il Consorzio Taxi non ci sta. In gran parte d’Europa si è educata la gente ad utilizzare il taxi come un’alternativa alla propria macchina o ai mezzi pubblici, specialmente fuori dagli orari di lavoro

ALGHERO - Col nuovo anno passeranno da 14 a 30 i taxi che solcheranno le strade di Alghero. Questo creerà una nuova fonte di lavoro per una città che negli anni è cresciuta in termini di abitanti e di flusso turistico. Le nuove concessioni non sono però viste di buon occhio dai tassisti della “vecchia guardia” che vedono la nuova concorrenza come un pericolo. E’ di ieri, infatti, la notizia del ricorso inoltrato al Tar dai tassisti algheresi contro il bando di concorso pubblicato dall´amministrazione comunale, in data 2 novembre 2004.
Sostengono che il lavoro si concentra in pochi mesi all’anno e che la maggior offerta porterebbe ad una guerra tra poveri. Questa idea obsoleta ed egoistica parte dal fatto che secondo il Consorzio Taxi di Alghero, che vede la concorrenza come un pericolo, questa iniziativa non garantirebbe a tutti il tanto per vivere. Risposta errata verrebbe da dire, perché oramai una città di cinquantamila abitanti ha bisogno di un efficiente servizio taxi tutto l’anno, e non solo sotto il sol leone. Il concetto di base è quindi un altro: bisogna cancellare l’obsoleta figura del taxista che fa la spola tra l’aeroporto e la città (o gli alberghi) e prendere spunto da quello che succede nel resto d’Europa, dove le auto gialle non si limitano ad essere un mezzo di trasporto solo ed esclusivamente riservato al turista o al manager d’affari, ma anche una valida alternativa all’utilizzo della macchina per gli stessi residenti. Nella città di Alghero, che soffre da tempo il problema del traffico, il cittadino utilizza la propria autovettura per qualsiasi, anche piccolo, spostamento, tanto che nelle zone centrali della città, in alcuni momenti della giornata, sembra di stare a Milano: auto in tripla fila, autobus incastrati e via dicendo. Un buon servizio Taxi allevierebbe il trauma.
Un´altra alternativa potrebbe essere quella dell’utilizzo del taxi durante le ore notturne. È di quest’estate la notizia del ritiro di numerose patenti, all’uscita delle discoteche, da parte della polizia stradale per guida in stato di ebbrezza. Con l’inasprimento delle leggi e l’introduzione della patente a punti il rischio è elevato, visto che bastano due birre per infrangere la legge. Perché quindi non offrire un valido servizio Taxi che nelle ore notturne, come del resto avviene già in altre città, garantisca il rientro a casa dei giovani che magari hanno alzato troppo il gomito? Certo per sviluppare questo servizio bisognerebbe anche apportare alcune modifiche alle tariffe, in questo modo aumenterebbe probabilmente il numero delle corse in una giornata. In Italia l’immagine del taxista è vista un po’ con diffidenza dalla gente, ma una efficace campagna informativa su costi e offerte potrebbe essere la chiave di svolta per far diventare il taxi un mezzo di trasporto quotidiano.
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