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S.A.
30 agosto 2010
Desdemonaperchè in anteprima a Montresta
Per Desdemonaperchè, produzione del Teatro del Sale presentata in anteprima nazionale al festival L’Isola del teatro&l’isola raccontata, tre tappe al Furio Camillo di Roma

MONTRESTA - Settanta metri di stoffa, bianca e traforata, a coprire l’intero palco, avvolgere la protagonista e diventare per gran parte dello spettacolo sfondo della scena. E’ il fazzoletto di Desdemona il protagonista della produzione del Teatro del Sale “Desdemonaperché”, scritto e diretto da Giovanni Greco, con scene e costumi di Marco Nateri, disegno luci di Gianni Staropoli e che ha visto il ritorno in scena, dopo quattro anni di pausa, di Aurora Simeone.
Circondata dall’enorme, bianco fazzoletto, in scena c’è solo Emilia, personaggio minore ma importante della tragedia di Shakespeare, che diventa protagonista nel testo di Greco. Moglie di Jago, ancella di Desdemona, Emilia racconta la storia d’amore e di morte della sua padrona e del “negro Otello”, mischiando le vicende della coppia con la sua vita insieme al “nano maledetto”, che la sottopone a violenze e umiliazioni fino alla pugnalata - forse mortale - lo stesso giorno in cui Otello uccide Desdemona. L’Emilia di Aurora Simeone e Giovanni Greco è brutta e piena di rancore verso il genere umano, Desdemona compresa.
Odia il mondo e si rode dall’invidia e dalla gelosia e i suoi capelli crescono perché “dei morti di gelosia si dice che continuano a crescere unghie, naso, lingua e capelli per sette secoli più che per gli altri morti”. Laida, piena di tic, fobie e astio, Emilia mostra solo in rari momenti pietà per la sorte di Desdemona, fino al delirante autoaccusarsi della morte della padrona.
A Montresta il debutto di Desdemonaperché è stato accolto con favore dal pubblico, che ha seguito per quasi un’ora il lungo, appassionato e drammatico monologo della Simeone e ora la compagnia si prepara per tre tappe romane. Il 15, 16 e 17 ottobre andrà in scena al teatro Furio Camillo di Roma, con poche modifiche sceniche da parte di Nateri e qualche limatura nel testo del regista Giovanni Greco.
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