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S.A.
20 settembre 2010
Cagliari celebra il "Clandestino day"
Tante persone che perdono la vita nei viaggi della speranza in mare o vengono trattati senza il rispetto dei diritti umani nelle carceri o nei centri di accoglienza. Cagliari organizza un grande corte per i clandestini venerdì 24 da Piazza Garibaldi

CAGLIARI - Una grande manifestazione per difendere i clandestini e ribadire il primo articolo della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani: "Tutti gli esseri umani nascono liberi e uguali in dignità e diritti". Il corte "Clandestino day" si terrà venerdì 24 settembre a partire dalle 18 e si snoderà lungo via Garibaldi, via Manno, Largo Carlo Felice, via Roma e terminerà nella piazza Darsena col lancio dei fiori in mare.
Un destino comune a troppe persone, uomini e donne che hanno trovato sepoltura nei fondali del Mar Mediterraneo (almeno 15.556 dal 1998 secondo Fortress Europe) o che consumano i loro giorni in squallide prigioni nei paesi che li hanno catturati, costretti a subire un trattamento disumano. Paesi che non danno garanzie sul rispetto dei diritti umani come la Libia, firmataria di un accordo col nostro governo in materia di immigrazione, le cui motovedette (fornite dall’Italia) non si fanno scrupolo di sparare contro le presunte imbarcazioni di “clandestini”.
E poi la permanenza lunga ed estenuante nei centri di identificazione ed espulsione (CIE); il percorso ad ostacoli per ottenere lo status di rifugiato in un paese, l’Italia, che non si è ancora provvisto di una legge sul diritto d’asilo; il rischio di cadere nella spirale dello sfruttamento e della delinquenza; la diffidenza e il disprezzo della gente che vengono facilmente fatti propri dalla politica e che si trasformano in provvedimenti legislativi poco rispettosi dei diritti umani. È il caso del cosiddetto “pacchetto sicurezza” che prevede addirittura il reato di clandestinità.
Nonostante ciò, in queste storie c’è spazio per tanti valori positivi - èil messaggio dell'iniziativa - come il senso della propria dignità di chi da “clandestino” sente dimezzata la sua identità e la solidarietà di chi è capace di dare più importanza alla persona che al permesso di soggiorno in regola. Alla manifestazione prendono parte diverse associazioni tra cui Save the children, Amnesty International ed Emergency.
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