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Monica Caggiari 19 gennaio 2005
Peis scrive a Tedde sulla crisi della chimica
Peis chiede in particolare se gli impegni, presi dal sindaco e dal Consiglio Comunale durante la seduta straordinaria del 12 febbraio 2004, alla presenza delle organizzazioni sindacali di settore e in seguito all’incidente della Panam Serena, proseguano con “la necessaria determinazione”
Peis scrive a Tedde sulla crisi della chimica

ALGHERO - La crisi della chimica in Sardegna è al centro di una lettera aperta, indirizzata nei giorni scorsi dal segretario della sezione “S. Pertini”della Sinistra Federalista Sarda D.S., Cicci Peis, al sindaco Tedde. Nella lunga missiva Peis fa riferimento alla «difficoltà d’insediamento di tante piccole e medie imprese per le eccessive lungaggini del sistema burocratico, per l’assenza di infrastrutture e di aree industriali attrezzate e per il costo energetico superiore rispetto a tutte le altre aree del paese».
Peis chiede in particolare se gli impegni, presi dal sindaco e dal Consiglio Comunale durante la seduta straordinaria del 12 febbraio 2004, alla presenza delle organizzazioni sindacali di settore e in seguito all’incidente della Panam Serena, proseguano con “la necessaria determinazione”. Nello specifico sarebbe la volontà dell’ENI di uscire dalla Chimica e l’assenza, a livello regionale, di una concreta politica industriale, a porre seri problemi anche alla nostra città, che potrebbe essere privata, sempre secondo Peis, di «una cospicua e irrinunciabile quantità di risorse che se non erogate sarebbero una iattura per tutti i settori economici, in assenza di progetti alternativi credibili e sicuramente non attuabili nel breve periodo». Le iniziative di lotta della Federazioni Unitaria dei Lavoratori Chimici di Sassari e la R.S.U. del Petrolchimico di Porto Torres sono così riprese, con lo scopo di sollecitare le forze politiche di Governo ad un’azione coerente in merito al progetto Eni e all’Accordo di Programma del settore.
Secondo il segretario «tutto ciò apre uno scenario oscuro sul futuro di tanti lavoratori e nelle prospettive dei nostri giovani», rivolto poi al sindaco Peis prosegue: «[…] sa bene che è illusorio pensare che il turismo da solo possa risolvere tutti i problemi, considerato che Alghero conta, ad oggi, migliaia di disoccupati». Infine conclude augurandosi che, nel sindaco e nell’assemblea civica, «non sia mai venuta meno la volontà di proseguire […] una battaglia molto difficile che assume la valenza di una lotta di civiltà».

Nella foto: Cici Peis



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