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Antonio Burruni
28 dicembre 2010
La Palma Alghero: Zani fiducioso | Intervista
Il portierone giallorosso, alla vigilia del recupero con l’Ilvamaddalena, fa il sunto dell’anno e fa le carte al 2011

ALGHERO – Con la sfida contro l’Ilvamaddalena, gara valida come recupero del campionato di Promozione Regionale, si chiude il 2010 del La Palma Alghero, che tornerà poi in campo il 5 gennaio 2011, per la sfida casalinga contro il Codrongianos. Per l’occasione, Alguer.it ha voluto intervistare il capitano dei giallorossi, un simbolo che unisce il recente passato, il presente ed il futuro prossimo del calcio algherese: il portiere Pippo Zani.
Con la sfida con l’Ilvamaddalena, si chiude la prima parte della stagione del La Palma Alghero. Come la giudichi?
«Comunque, è stato una prima parte di stagione più che positiva. Siamo dispiaciuti per l’ultima partita, che abbiamo perso, ma siamo arrivati veramente stanchi e non al completo. Stiamo recuperando tutti ed ora sarà un’altra cosa. Daremo battaglia a tutti. Comunque, giudico questa prima parte di stagione in modo veramente positivo».
Il cambio tecnico, cosa vi ha tolto e cosa vi ha portato?
«Avevo paura che ci potesse togliere serenità. Invece è arrivato mister Calvia, che già conoscevo dall’Alghero ed anzi, ci ha portato più serenità ed un pizzico di sicurezza in più, che prima ci mancava. Pensavo che il gruppo potesse risentire del cambio ed invece non è stato così. Ora guardiamo avanti. Calvia è stato bravo, perchè non è voluto venire a scoprire l’acqua calda ed il gruppo si è ancora più unito. Ora ci prepariamo con lui per la seconda parte della stagione con serenità e sono sicuro che ci darà quel quid in più per affrontarla».
Dalla porta parli tanto, da vero allenatore in campo. Ti senti un po’ la chioccia di questa squadra?
«Si, forse faccio da chioccia. E’ una mia prerogativa, mi piace incitare i compagni. Non so se faccio l’allenatore in campo o il motivatore e non mi interessa più di tanto, perchè Calvia in panchina è veramente bravo. I giocatori fanno i giocatori, a me scatta questa cosa, già dai tempi dell’Atalanta. Il portiere prende due-tre palle a partita, lavora pochi secondi, quindi diventa una figura importante per la squadra se incita, se motiva, se richiama».
E magari se esulta e tira sul il morale ad un compagno che magari sembra in difficoltà…
«All’inizio ho sposato questo progetto e mi hanno dato del matto. Dai primi allenamenti, ho capito che questo è un gruppo eccezionale e questa non è solita frase fatta, non sono le solite cose che si dicono. Per quanto riguarda Riu, lui non è in difficoltà, perché magari non segna tanto, ma gioca e fa segnare. Emanuele è stato un anno fermo ed io so cos’ha sofferto, perché sono situazioni che ho passato anch’io. Capisco emotivamente le persone e mi prende molto il fattore umano. Questo è l’esempio del nostro gruppo. In quel momento (si parla di quando Zani ha corso per esultare con Riu dopo una rete, portandolo verso i tifosi, ndr.) ritenevo importante metterlo in evidenza. In un anno è normale avere momenti negativi, ma se superiamo i singoli momenti di difficoltà, è qui che abbiamo vinto. Ed il gruppo con Calvia è veramente solido, solitamente io non frequento il gruppo fuori dal campo, invece qui si, come mi è capitato poche volte in carriera».
Come vedi la sfida di mercoledì?
«La vedo difficilissima ed è da affrontare bene. Noi, in questi giorni abbiamo lavorato tanto. Loro, nelle ultime tre partite si sono rinforzati, anche a livello mentale ed hanno fatto sei punti, con due vittorie ed una sconfitta, mentre noi, nello stesso periodo, abbiamo preso quattro punti. Loro vengono sulle ali dell’entusiasmo e possono venire a fare una grande partita. Ci vuole rispetto e dobbiamo metterci anima e cuore».
Cosa vi è successo a Sassari, contro il Latte Dolce?
«E’ difficile da spiegare. Non si tolgono i meriti a quella che reputo una grande squadra, ma sono quelle partite che ti va tutto storto. Forse è stata una partita dove sentivamo la testa altrove, già proiettata alle feste natalizie e da capitano mi sono sentito in dovere di chiedere scusa al mister, per come abbiamo perso. E’ stata una lezione che ci deve far raddrizzare le orecchie e ci deve far capire che non c’è niente di facile e tutte le partite vanno affrontate al meglio. Li abbiamo sbagliato veramente tutto, può capitare, ma dev’essere un caso isolato».
Cosa vedi nel 2011 del La Palma Alghero?
«Beh, se vedevo cose positive ad agosto quando ho accettato, figurati ora! Spero riusciremo nel progetto di salire di categoria. Sono umile, ma non credevo che il campionato di Promozione fosse così difficile. Bisogna stare con i piedi per terra ed il 2011 sarà ricco di soddisfazioni. La società lo merita per i sacrifici che ha fatto e che sta facendo , quindi mi auguro un futuro roseo. Noi, col mister lavoriamo quotidianamente proprio perché il progetto vada a buon fine».
Quali sono le avversarie da temere per la promozione finale?
«Io ho visto benissimo l’Olmedo, il Latte Dolce ed il Tempio, quando lo abbiamo affrontato alla seconda giornata. Le outsider sono il Fonni, la Dorgalese, il Porto Rotondo e l’Usinese. Sinceramente, non credevo che tutte queste potessero essere ancora li davanti, in pochi punti. Ad Usini, abbiamo fatto la miglior partita dell’anno, sennò non credo che avremmo vinto. Ho scoperto allenatori molto preparati e giocatori fortissimi. Era un campionato che non conoscevo e che ora seguirò sempre. Ci sono tanti giovani e tanti che invece, in passato hanno giocato in campionati più blasonati. Gli addetti ai lavori dovrebbero seguirlo, perché c’è da “pescare” tanto».
Guidi la difesa meno battuta del girone. Ti aspettavi che invece, per l’attacco, arrivasse qualcuno da questo mercato?
«Più che arrivasse qualcuno ora, credevo che potessimo segnare qualche gol in più. Non nego che le occasioni le abbiamo avute, ma non è colpa degli attaccanti se non le abbiamo sfruttate sempre. La difesa è solida, è stata costruita prima di tutto, poi si è pensato al centocampo ed infine all’attacco. Ma ho talmente fiducia in Riu, Serra, Cecconello, Pippo Sanna, Friscia, poi ora è arrivato anche Peana, faremo tantissimi gol. Il mister sta assestando la squadra, sta cercando il modulo giusto e poi faremo più gol».
Tu ormai sei un’istituzione per i tifosi algheresi. Secondo te, quali sono le motivazioni che ti fanno essere così amato dalla tifoseria giallorossa?
«Non so. Io sono sempre sincero e mi attacco tantissimo alle persone. Sono così di carattere. Ho voluto un sacco di bene alla gente di Sassari, che mi ha trattato bene, ho voluto un sacco di bene alla gente di Tempio, che mi ha trattato bene, ma non per ultimi mensionerei i tifosi algheresi, che sono persone eccezionali e che in quattro anni mi hanno dato tanto. Io ho dato tanto, ma sono sicuramente in debito, perché loro mi hanno dato di più ed ho sposato il progetto proprio perché la gente è eccezionale e lo merita».
Il tuo punto di vista, dall’interno, su quello che è successo alla Polisportiva Alghero.
«Io ci sono rimasto male. Pensa che tutti i gruppi solitamente firmano le liberatorie di aprile. Noi, invece, abbiamo firmato anche quelle di giugno, perché credevamo nel progetto e credevemo di riuscire a giocare i play-off l’anno successivo. Sono partito per Bergamo, convinto di tornare a giocare per la Polisportiva Alghero. Non credevo potesse accadere, non mi aspettavo una cosa così brutta. I dirigenti hanno cercato di salvare la baracca, ma non ce l’hanno fatta. Ci sono costi altissimi per quelle categorie. Peccato, perché potevamo fare veramente bene. Quando ti abitui bene, che arrivi in C2 dopo una cavalcata enorme, ti salvi, fai un bel campionato e per il punto di penalizzazione della Consob non vai ai play-off, speri che la ruota giri ed invece si è fermata nella casella sbagliata. Ci siamo rimasti tutti male. Succede ed ora bisogna ripartite da zero, perche secondo me questa è una città che può stare benissimo in Serie D ed anche in C, perché Alghero ha un bacino d’utenze non indifferente».
Chiudiamo con un messaggio.
«Innanzitutto, ringrazio la società, che ha puntato su me ed io l’ho presa a cuore. In futuro, spero che con i compagni e con il mister, ritorniamo da dove siamo caduti. Questo è l’augurio più importante. E se col Latte Dolce è mancato l’impegno è solo colpa nostra e questo non mancherà mai più. Speriamo che i tifosi vengano sempre di più allo stadio per aiutarci. Vinciamo, perché loro se lo meritano. Questo è l’augurio che ci facciamo».
Nella foto: Pippo Zani, capitano del La Palma Alghero
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