Giuseppe Sassenti è un pentito. Il suo vero cognome è Saccente, ha 50 anni ed è originario di Bari. Sarebbe sottoposto insieme alla sua famiglia al programma di protezione
ALGHERO - Dal carcere del Tribunale di Sassari dove è stato interrogato ieri (lunedì) dal gip Maria Teresa Lupinu, per l'
omicidio del barista del Bar Malindi, è trapelata una notizia shock: Giuseppe Sassenti è un collaboratore di giustizia. Il suo vero cognome è Saccente, ha 50 anni ed è originario di Bari e non di Reggio Calabria.
Nessuna novità sul movente che rimane lo stesso nella deposizione dell'assassino, ovvero il passaporto falso che gli sarebbe servito per fuggire dall'Italia. Sassenti, o meglio Saccente, assistito dal legale Giampaolo Galleri, ha confermato l'amicizia (ma nessun rapporto amoroso) che lo legava alla vittima, senze esserne tuttavia il convivente.
Il prezzo lievitato del documento per la fuga aveva creato nervosismo tra i due amici, fino al drammatico epilogo di venerdì scorso. Una furibonda lite scoppiata nell'appartamento di Da Silva, in via Amsicora, il coltello preso dal banco della cucina, e una serie di coltellate nell'addome, torace, spalle e braccia.
Poi la fuga nella Peugeot 207 anche se da subito l'intenzione del malvivente è quella di consegnarsi alla Polizia che lo rintraccia nella strada dei Due Mari. L'ammissione di colpa, la morte del barista e l'arresto concludono la triste vicenda.
Nella foto: Giuseppe Sassenti (Giuseppe Saccente) il collaboratore di giustizia implicato nell'omicidio