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A.B. 30 gennaio 2011
«Continuità territoriale, schiaffo ai Sardi»
«Gli emigranti sardi costretti a pagare quasi il triplo rispetto ai residenti», sottolinea Mauro Pili, deputato del Pdl
«Continuità territoriale, schiaffo ai Sardi»

CAGLIARI - «La proposta di nuova continuità territoriale è uno scippo alla Sardegna, uno schiaffo agli emigrati sardi, l’ennesimo regalo alle compagnie aeree a scapito dello sviluppo della Sardegna. I decreti emanati dal ministro Matteoli su proposta della Regione sono un affronto al voto unanime del Parlamento che aveva indicato la tariffa unica per residenti e non residenti». Lo ha dichiarato il deputato sardo Mauro Pili, che sei mesi fa aveva fatto approvare all’unanimità dal Parlamento una risoluzione con la quale era stata prevista una continuità territoriale che abbattesse il divario insulare e realizzasse una vera continuità territoriale da e per la Sardegna.

«E’ semplicemente inaccettabile che un emigrato sardo debba pagare più del doppio come per Milano quasi il triplo di un residente, ed è improponibile che raggiungere la Sardegna sia molto più costoso di qualsiasi altra regione Italiana. Avevamo chiesto parametri certi e univoci ed invece è passata la logica commerciale affaristica che favorisce le compagnie aeree a scapito dei sardi e della Sardegna. La tratta ferroviaria Roma-Milano con la “Freccia Rossa”, costa meno di cinquanta euro, il costo è uguale sia che i cittadini siano residenti a Roma o Milano, non si capisce – denuncia Pili - per quale assurdo motivo un cittadino di Milano che deve arrivare a Cagliari in aereo, debba pagare quasi il triplo di un cittadino residente in Sardegna (cinquantasei euro a fronte di centotrentasei). Tutto questo è l’ennesimo regalo alle compagnie aeree che con ricatti subdoli e striscianti continueranno a speculare ai danni della Sardegna».

«E’ fin troppo evidente che una limitazione così grave ed un costo così elevato dei biglietti aereo costringerà i cittadini italiani, non residenti in Sardegna, ad escludere la nostra Isola da tutte le mete possibili provocando un danno gravissimo sia sul piano economico che occupazionale alla Sardegna tutta. E’ semplicemente vergognosa - sostiene Pili – la scelta di far pagare la tratta Cagliari–Roma quarantasei euro per i residenti e novantotto euro per un non residente o emigrato sardo, ovvero più del doppio. Sono tariffe senza criterio visto che non vi è nemmeno una proporzionalità sulla lunghezza delle tratte. Come è possibile che la tratta Olbia-Roma, abbia la stessa tariffa del Cagliari-Roma con una differenza tra le due tratte di circa trecento chilometri? E come mai la tariffa per non residenti non mantiene la stessa proporzionalità? Tutto questo non ha alcuna spiegazione, se non quella che questa continuità territoriale è stata scritta dalle e per le compagnie aeree».

«Sono esponente di Maggioranza, ma questo non mi impedisce di denunciare questa gravissima decisione che contrasta con gli impegni assunti dal Governo in sede parlamentare, avendo espresso parere favorevole alla risoluzione poi approvata dal Parlamento. E’ un impegno preciso assunto dal presidente Berlusconi in campagna elettorale e non è accettabile che qualcuno abbia disatteso quel preciso impegno. Non conosco le determinazioni della conferenza di servizi presieduta dalla Regione sarda, ma so bene che l’Enac aveva l’obbligo in quella sede di far valere l’indirizzo del Parlamento e non favorire in alcun modo l’interesse delle Compagnie aeree. Non appena conoscerò i verbali della conferenza dei servizi, si potrò capire chi ha impedito alla Sardegna di essere una regione alla pari di tutte le altre. Già da domani (ieri per chi legge, ndr), presenterò un’interpellanza urgente alla Camera e sempre da domani promuoverò la costituzione di uno pool di avvocati – annuncia Pili - per impugnare in tutte le sedi questo atto inaccettabile di sudditanza verso le compagnie aeree. Annuncio sin d’ora – conclude il deputato - che sarò al fianco di tutti gli emigrati sardi per contrastare un atto grave che lede il principio costituzionale ed europeo di equo trattamento tra i cittadini, che danneggia lo sviluppo della Sardegna, che impedisce alla nostra isola di essere alla pari delle altre regioni italiane ed europee».

Nella foto: l’onorevole Mauro Pili
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