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Red
4 marzo 2005
Vitrociset, l’assessore regionale Rau scrive al Ministro Martino
Il ministro dell’Industria Concetta Rau: : «a noi le servitù militari, il lavoro ad altre industrie»

CAGLIARI - «L’ulteriore peggioramento della situazione produttiva e occupazionale della Società Vitrociset» è stato ricordato oggi al ministro della Difesa Martino e al sottosegretario Cicu da una lettera dell’assessore dell’Industria Concetta Rau, che scrive della Vitrociset per la seconda volta in poche settimane al ministro e stavolta al sottosegretario sardo. La società opera in Sardegna fin dagli anni ’80 dedicandosi sia alla manutenzione dei sistemi di controllo del traffico aereo nei principali aeroporti isolani e sia a una missione industriale nell’ambito del Ministero della Difesa (Aeronautica Militare). Il peggioramento delle cose alla Vitrociset è conseguente a una notevole contrazione delle risorse finanziarie destinate al bilancio dal Ministero della Difesa per l’anno 2005, che potrebbero imporre una riduzione nelle commesse contrattuali a favore delle società esterne. La situazione della Vitrociset potrà ulteriormente essere aggravata dalla manifestata volontà da parte della proprietà di cedere all’Enav il ramo d’azienda della gestione dei sistemi elettronici di controllo del volo negli aeroporti italiani che ha in gestione da oltre trenta anni. «Tale decisione, se verrà confermata – scrive Concetta Rau - indebolirebbe ulteriormente l’Azienda dalla quale dipende la sorte dello stabilimento Vitrociset di Assemini che attualmente occupa circa 85 dipendenti. Pertanto, vi invitiamo - continua l’Assessore - a valutare nell’ambito della programmazione delle risorse disponibili, con la massima attenzione, la situazione rappresentata, tenendo conto inoltre, che la Sardegna, per una larga parte del proprio territorio, è gravata da servitù militari che, sotto diversi profili, incidono pesantemente sullo sviluppo dell’Isola e costituiscono possibile fonte di rischi per la sicurezza e la salute dei suoi abitanti».
L’assessore dell’Industria ricorda a Martino e a Cicu: «Oltre alle pesanti limitazioni formali e permanenti dei Poligoni, si aggiunge il peso di estese limitazioni aeree, marittime e terrestri, dovute ad esercitazioni di tiro aereo nonché esercitazioni da sbarco anche nel Poligono Sperimentale Interforze del Salto di Quirra – Capo San Lorenzo; tali esercitazioni, travalicando il perimetro dei Poligoni militari e la “temporaneità” delle servitù del cielo e del mare, si protraggono per quasi tutto l’anno, con conseguente interdizione di navigazione, pesca, turismo e attività connesse, con danni economici e sociali all’intera comunità”. «E’ di grande attualità ed urgenza - continua la lettera di Concetta Rau - il tema, da tempo sollevato, del riequilibrio sul territorio nazionale della presenza di installazioni militari, argomento particolarmente sentito dalla popolazione della Sardegna e che esige un approccio diverso da quello sinora utilizzato di misure compensative. Misure, peraltro, che, laddove adottate, paiono significativamente inconsistenti rispetto al peso cui sono riferite. Il tema delle servitù militari – conclude l’Assessore - è stato negli anni passati oggetto di numerose interlocuzioni in sede di specifica Commissione Stato-Regione Sardegna a suo tempo istituita con atto dell’allora Ministro della Difesa pro-tempore e che al presente è stato anche oggetto di apposita interlocuzione da parte del Presidente della Giunta regionale con il Presidente del Consiglio dei Ministri».
Nella foto: Concetta Rau
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