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Stefano Idili
8 marzo 2005
Interrogazione parlamentare: il caso Scuola di Volo atterra a Roma
Attualmente gli ex allievi piloti della Scuola di Volo Skymaster per riuscire a far fronte al pagamento dei mutui «sta lavorando in Alitalia – afferma l’On. Gasperoni - in qualità di assistente di volo a tempo determinato, in attesa di un´assunzione come pilota che, stante l´attuale piano di risanamento dell´azienda, probabilmente non si verificherà mai»

ALGHERO – L’Onorevole Pietro Gasperoni, dei democratici di sinistra, ha presentato nei giorni scorsi un’interrogazione parlamentare sul comportamento dell’Alitalia nei confronti degli allievi della Scuola di Volo, Skymaster di Alghero.
Il parlamentare marchigiano insieme al suo collega Duca hanno deciso di vederci chiaro con un atto ufficiale sottoposto all’attenzione del presidente Casini e di tutti i parlamentari italiani. Il documento presentato alla Camera parte da un approfondimento delle condizioni contrattuali previste dalla compagnia di bandiera nei confronti degli allievi, futuri piloti. «Il primo punto dell’accordo prevede l’inserimento dei corsisti che abbiano superato con esito positivo il corso in un elenco, valido 48 mesi, con diritto di precedenza in caso di assunzioni da parte di Alitalia Team, con la clausola che gli allievi non potranno svolgere alcuna altra attività lavorativa attinente il titolo professionale conseguito. Secondo punto: l’impegno dell´impresa (“l´Azienda si renderà disponibile alla sottoscrizione di un accordo individuale”) a intervenire direttamente nei confronti di alcuni Istituti finanziari al fine di fornire un sostegno economico ai corsisti per le spese sostenute. Al terzo e ultimo punto c’è l’impegno dell´impresa (“Alitalia si rende disponibile”) a farsi carico del mantenimento in corso di validità dei titoli aeronautici conseguiti».
Confortati da questo accordo molti allievi stipulano mutui a copertura del costo del corso, che si aggira intorno ai 70.000 euro «ma alla fine del corso – continua Gasperoni, nell’interrogazione parlamentare - si scopre che Alitalia ha rilasciato licenze nazionali e nessun documento ENAC sembra permettere la conversione secondo JAR; questo significa che il brevetto così conseguito, contrariamente a quanto dichiarato da Alitalia all´inizio del corso, non è in alcun modo spendibile presso compagnie aeree non italiane, così come già verificato da ex allievi che, a seguito dell´invio del curriculum a Ryanair si sono visti rifiutare la domanda di assunzione poiché i brevetti Alitalia “non sono riconosciuti all´estero” non essendo stati ancora convertiti da ENAC».
Attualmente la maggior parte degli ex allievi piloti della Scuola di Volo Skymaster (circa una novantina), per riuscire a far fronte al pagamento dei mutui «sta lavorando in Alitalia in qualità di assistente di volo a tempo determinato, in attesa di un´assunzione come pilota che, stante l´attuale piano di risanamento dell´azienda, probabilmente non si verificherà mai. Oltre a questo si aggiunge che tali incarichi sono possibili solamente per i residenti a Roma e Milano, in quanto l´azienda non riconosce biglietti aerei dal luogo di residenza fino a tali centri» Inoltre c’è da aggiungere che alcuni ex allievi sostengono che Alitalia in questi mesi ha operato l´assunzione di alcuni piloti, ignorando la priorità della lista nelle quale loro stessi erano inseriti. «Alla luce delle enormi difficoltà sopra descritte, alcuni piloti hanno richiesto, con lettera raccomandata all´ENAC, la conversione delle licenze secondo normativa JAR ma, a tutt´oggi, non hanno ancora ricevuto risposta, “scritta, di cavolate al telefono ne dicono tante”. In data 24 agosto 2004 gli ex allievi piloti Alitalia Skymaster inviano una comunicazione al Presidente e Amministratore Delegato di Alitalia, ingegner Giancarlo Cimoli, nella quale espongono le loro ragioni: ma anche questa comunicazione viene completamente ignorata».
In conclusione Gasperoni e Duca dichiarano, all’indirizzo del presidente della Camera, che appare chiaro «come Alitalia non abbia rispettato nessuna delle clausole inserite nell´accordo del 20 luglio 2001. Se è da considerarsi ambiguo e censurabile il comportamento di Alitalia e, in caso affermativo quali iniziative s’intendano adottare presso la compagnia di bandiera per sanare tale situazione e per evitare un possibile contenzioso legale che costerebbe ad Alitalia cifre esorbitanti che andrebbero a gravare sulla già difficilissima situazione in atto».
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