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Red
29 agosto 2011
Continuità: Pili querela, Cappellacci lo snobba
Secondo Mario Bruno si gioca sulla pelle dei sardi. «Sono trascorsi due anni dagli annunci in pompa magna della tariffa unica da parte della giunta Cappellacci», ricorda il capogruppo algherese

ALGHERO - Mauro Pili mette la prua contro il Governo nazionale e la Regione Sardegna, attaccando duramente ministero dei Trasporti e assessorato regionale. In questi giorni sarebbe impossibile trovare un posto libero sui voli dalla Sardegna per Roma e Milano: «è interruzione di pubblico servizio», denuncia il deputato del Pdl, che ha presentato un'interrogazione urgente al ministro dei Trasporti e trasmesso alle Procure di Roma e Cagliari un esposto ravvisando violazioni della legge sul regime di continuità territoriale aerea.
Se la prende invece con la "regione amica" perchè intenzionata a stanziare dei finanziamenti per incentivare tariffe aeree agevolate. «utilizzare soldi pubblici per garantire il rispetto del diritto alla mobilità di una regione insulare sarebbe un regalo ingiustificabile alle compagnie aeree e perseguibile come danno all'erario», attacca Pili. «In questi giorni - sottolinea l'ex presidente della Regione - sono riprese le manovre di chi, dentro e fuori gli uffici pubblici, si muove per garantire alle compagnie aeree una prebenda milionaria per svolgere un servizio di continuità territoriale, che deve invece essere svolto a costo zero per la Regione e per lo Stato».
Stizzita la replica del Governatore Cappellacci. «Invito l’on. Pili a utilizzare tutte le sue energie per portare a casa qualche risultato concreto per la nostra Isola,magari attraverso battaglie comuni da condurre insieme». Così il presidente della Regione ha commentato le polemiche sulla continuità territoriale. «La responsabilità di governo che porto non mi consente, al contrario di lui, di dedicare tempo invano a dispute assolutamente infruttuose e inutili».
Polemiche sulla pella dei sardi, attacca Mario Bruno. «Il batti e ribatti tra Pili e Cappellacci sulla continuità territoriale sarebbe da derubricare a semplice querelle tutta interna al Pdl se non riguardasse il sacrosanto diritto alla mobilità dei sardi». Secondo Bruno, infatti, «Sono trascorsi due anni dagli annunci in pompa magna della tariffa unica da parte della giunta Cappellacci, ma l'unico risultato raggiunto è il caos nei cieli dove le compagnie, ancora oggi in regime di proroga della vecchia continuità, fanno quello che vogliono».
«Conferenze di servizi indette e presiedute dal presidente della Regione, firme di protocolli col ministri avevano preannunciato iniziative mirabolanti. Si era arrivati perfino alla pubblicazione dei nuovi decreti nello scorso gennaio, poi ritirati dal governo su invito dello stesso Cappellacci, con rimpallo di responsabilità tra lui e il ministro Matteoli: un pasticcio ancora una volta ai danni dei sardi», precisa Mario Bruno, che ribatte, «non ci vengano ora a raccontare che la continuità la deve pagare la Regione per via della “vertenza entrate”».
«Il saldo positivo di quella vertenza, se Cappellacci avesse perseguito l'obiettivo senza andare a traino del governo, avrebbe portato due miliardi in più all'anno nelle casse della Regione: altroché tariffa unica. Questo - conclude il capogruppo del Pd in Regione - è nella cronaca di questi due anni e mezzo di legislatura. Il resto, fumose polemiche comprese, sono solo chiacchiere».
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