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S.A. 23 novembre 2011
Crisi sarda: sindacati dettano l´agenda
Disoccupazione, nuove e vecchia povertà, crisi industriale e manufatturiera, turismo in calo: i segretari di Cgil Cisl e Uil chiedono alla Giunta un contenzioso con lo Stato, in attesa di un incontro con il neo premier
Crisi sarda: sindacati dettano l´agenda

CAGLIARI - «Il nuovo Governo deve fare i conti non solo con l’indebitamento dello Stato e la spesa pubblica ma, in primo luogo, per quel che riguarda la Sardegna, con la sua situazione economica e sociale» scrivono in una nota i segretari dei principali sindacati sardi Enzo Costa (Cgil), Mario Medde (Cisl) e Francesca Ticca (Uil). In questo senso «i tagli alle pensioni, la maggiore libertà nelle uscite dal posto di lavoro, gli aumenti dell’Iva e dell’imposizione fiscale locale, dell’Ici, anche con ulteriori liberalizzazioni dei servizi pubblici locali, rischiano - secondo le organizzazioni dei lavoratori - di peggiorare ulteriormente trascinando la Sardegna in una sorta di buco nero economico e sociale».

La situazione è critica e i numeri ne fotografano la gravità. Il prodotto interno lordo negli ultimi dieci anni è calato dell' 1,4%; l’industria ha perso più di 30 mila unità; più di 100 mila persone utilizzano tutta la varietà degli ammortizzatori sociali; Il tasso di disoccupazione giovanile - quello reale che comprende il fenomeno dello scoraggiamento - attesta che un giovane su due è disoccupato, quello complessivo è superiore al 13%; oltre 400 mila pensioni erogate dall’Inps l’85% non superano i mille euro, valore che sale al 95% per le donne.

La diretta conseguenza dell'elenco appena stilato è che le nuove e vecchie povertà coinvolgono 350 mila sardi. Poi ci sono le aziende «che vivono una fase di grande difficoltà». Accesso al credito, sottocapitalizzazione, tasse troppo alte, la scure Equitalia: sono i problemi più spinosi per le imprese dell'isola. E poi ci sono «i costi enormi dei trasporti, dell’energia, della irrazionalità degli assetti idrici e di una gestione politica di settore insufficiente rispetto all’urgenza di maggiore efficienza ed efficacia e il Patto di stabilità». «La Regione spenda presto e bene le risorse finanziare a disposizione, rivedendo la manovra finanziaria per il 2012 e avvii un vero contenzioso con lo Stato sui nuovi poteri e sulle finanze da trasferire»: sono le richieste dei segretari di Cgil Cisl e Uil alla Giunta regionale, in attesa di un incontro con il neo premier Mario Monti.

Nella foto: Giorgio Napolitano e Mario Monti



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