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S.A.
23 novembre 2011
Fukushima e la nuova speranza Alcoa
Il post Fukushima ha aumentato il numero dei paesi con problemi agli impianti energivori localizzati nei loro territori. Per questo l´Italia è meno sola nella ricerca di soluzioni strutturali e non assistenziali

CAGLIARI - La chiusura della centrale nucleare di Fukushima, in Giappone, potrebbe essere una delle ciambelle di salvataggio cui aggrapparsi Alcoa per avere un’ulteriore proroga dall’Ue in fatto di energia a prezzi competitivi. E’ una delle sorprese positive scaturite dall’incontro di questa mattina (mercoledì) tra i segretari nazionali Marco Bentivogli (Fim-Cisl metalmeccanici) e Luca Bianco (Femca Cisl chimici) e i segretari provinciali e regionali di categoria e il segretario generale della Cisl territoriale Carbonia-Iglesias, Fabio Enne.
Il post Fukushima ha aumentato il numero dei paesi con problemi agli impianti energivori localizzati nei loro territori. «Questo significa – ha detto Marco Bentivogli - che l’Italia è meno sola nella ricerca di soluzioni strutturali e non assistenziali. Riteniamo che puntare solo sulla proroga del decreto sull’interrompibilità insulare sia un errore». «E' necessario - prosegue - lavorare concretamente su una gamma di strumenti utili qualora la proroga risultasse impraticabile, in particolare sull’interconnessione con la rete energetica europea, abbattimento dei costi del trasporto energetico, investimenti per un allargamento della filiera generativa di approvvigionamento verso le fonti rinnovabili».
«Pensiamo sia utile unificare – ha aggiunto il segretario regionale Cisl, Giovanni Matta, che ha coordinato la riunione confederale - in un tavolo nazionale le migliori energie della Sardegna per affrontare e risolvere i problemi sul tappeto, in parallelo ad un accordo di programma che veda insieme il sindacato sardo e nazionale, le istituzioni, le aziende coinvolte, le associazioni datoriali, le società gestori di energia e tutti i soggetti che hanno cuore e volontà di superare il tema dell’insularità come un deficit competitivo».
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