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S.A. 6 dicembre 2011
Da Sassari mobilitazione contro Equitalia
Parte dalla provincia di Sassari la mobilitazione per la raccolta firme a sostegno della proposta di legge di iniziativa popolare per fermare il sistema di riscossione Equitalia
Da Sassari mobilitazione contro Equitalia

SASSARI - Un miliardo e quattrocento milioni di euro di debiti con Equitalia: a Sassari rischiano di essere pignorati 12.500 immobili e 20mila automezzi circa. I dati della Provincia di Sassari e Gallura sono la fotografia esatta della drammaticità della situazione del Nord Sardegna. «Solo con una legge dello Stato si può intervenire per bloccare questa emorragia senza precedenti» ha dichiarato il deputato Mauro Pili nel corso di una conferenza stampa tenutasi nei giorni scorsi in Piazza d’Italia per l’avvio in provincia di Sassari della mobilitazione per la raccolta firme a sostegno della proposta di legge di iniziativa popolare per fermare il sistema di riscossione Equitalia.

«Servono 50mila firme – ha detto Pili - ma contiamo di raccoglierne molte di più. Il Parlamento deve sentire tutto il peso di un dramma economico-sociale da affrontare con urgenza, nell’interesse dei contribuenti ma anche dello Stato. La provincia di Sassari, compresa la Gallura – ha detto Pili presentando l’iniziativa insieme agli amministratori e rappresentanti cittadini e provinciali di Unidos – deve essere in prima linea proprio perché è una delle più vessate dal sistema Equitalia. Il miliardo e quattrocento milioni di debiti delle 22.949 imprese della provincia verso Equitalia sono un potenziale esplosivo senza precedenti per l’economia del Nord Sardegna».

La situazione è drammatica: 735 soggetti già falliti nella provincia di Sassari che hanno lasciato debiti insoluti per oltre 263 milioni di euro. In questa settimana saranno attivati i coordinamenti in tutte le otto province sarde, saranno impegnati oltre trecento amministratori comunali e provinciali che dovranno vidimare le firme raccolte nelle piazze, nei mercati e nei posti di lavoro. «La proposta di legge di iniziativa popolare si affianca a quella parlamentare già sottoscritta da quasi 90 deputati. E’ indispensabile – ha proseguito Pili – creare una condivisione popolare e parlamentare per dare più forza alla legge alla Camera e al Senato». L’obiettivo della legge è chiaro: ripristinare la legalità della riscossione.

«Oggi siamo davanti a palesi violazioni dei principi di equità, di legittimità costituzionale e di libertà. Per questa ragione oggi – ha proseguito Pili - diventa indispensabile intervenire radicalmente per ridefinire gli indebiti e sovradimensionati compensi di Equitalia S.p.A. tagliando drasticamente gli aggi ed eliminando tutti gli oneri accessori che risultano dei veri e propri balzelli ai danni del cittadino contribuente». E conclude: «Noi puntiamo a cancellare tutti gli elementi della riscossione che generano un guadagno indebito, ingiustificato, irragionevole e irrazionale di Equitalia S.p.A, dal diritto all’aggio (oggi 9% fisso) all’interesse di mora (oggi 0,615% annuo), dalle spese di esecuzione alle spese di notifica, al diritto al rimborso delle quote inesigibili. Sono tutti introiti da cancellare perché non corrispondenti al reale costo del servizio di riscossione e quindi diventano una vera e propria rapina ai danni del contribuente».



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