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Gianni Marti
30 aprile 2005
La politica Mestiere o Servizio?
«Fare politica oggi costa troppo. I soldi della Regione dovrebbero essere spesi per creare luoghi dove i cittadini possano fare politica senza pagare cifre enormi»

ALGHERO – Continua la campagna contro i superstipendi dei consiglieri Regionali. In prima linea ancora il comitato Algherese Lu Puntulgiu – Il Grifone che ha tenuto stamani una conferenza stampa alla quale hanno partecipato, oltre al promotore dell’iniziativa popolare e portavoce dello stesso comitato Franco Masu, anche lo scrittore e studioso di lingua sarda Francesco Casula, il prof. Concas dell’Università di Cagliari e Giacomo Meloni, segretario generale della Confederazione Sindacale Sarda. Il dibattito si è sviluppato intorno al tema “La politica Mestiere o Servizio” e ha visto tutti i partecipanti unanimemente battersi contro quelli che hanno definito privilegi ingiustificati e ingiustificabili dei consiglieri della Regione Sardegna. «Ma ridurre del 50 per cento i quaranta milioni mensili dei consiglieri non significherà certo ridurli alla fame» ha esordito Casula a seguito della presentazione del moderatore Franco Masu. «Fare politica oggi costa troppo. I soldi della Regione dovrebbero essere spesi per creare luoghi dove i cittadini possano fare politica senza pagare cifre enormi. Invece i soldi vengono spesi per pagare i numerosi Onorevoli sardi, addirittura ottantacinque, che percepiscono salari elevatissimi. Di questi parecchi fanno poco o niente e percepiscono comunque il loro lauto compenso, al quale, poi, vanno aggiunti benefit e agevolazioni di ogni genere. Se questo Consiglio, ma soprattutto questa Giunta regionale e il presidente Soru in primis, vogliono essere credibili, devono iniziare a “tagliare” i loro stipendi. Con quale autorevolezza politica e morale, altrimenti, potranno giustificare i tagli che brutalmente stanno operando in settori come istruzione cultura, lingua sarda e lavoro?». Il prof. Concas invece esordisce ricordando che quando, qualche anno fa, venne eletto come Sindaco di Cagliari rinunciò completamente e definitivamente ai gettoni di presenza che gli sarebbero spettati. «Non posso che appoggiare fortemente questa iniziativa – ha detto Concas – che ritengo morale e democratica. Nessun cittadino sardo può neanche sperare di ottenere dei trattamenti economici simili a quelli dei nostri consiglieri regionali. Questa è una importante occasione utile a scuotere l’opinione pubblica». Il trittico degli interventi si conclude con le affermazioni di Giacomo Meloni che sottolinea che i sardi sono di fronte a un problema morale. «La gente oggi vive la politica con fastidio. Ma noi amiamo la politica e vogliamo che abbia un valore alto. Come possono essere credibili - si domanda Meloni - i nostri governanti agli occhi della gente che mediamente guadagna 1000 euro mensili?» Adesso ciò che chiedono a gran voce tutti i sostenitori di questa iniziativa è che il popolo sardo si unisca e sfrutti fino in fondo un importantissimo mezzo di democrazia diretta. Chiedono che se ne parli per le strade e per i negozi, affinché tutti capiscano l’importanza di tale iniziativa che non ha nè colore nè bandiera, ma che crede unicamente nel bene dei sardi.
«Ad oggi le firme sono oltre 10.000 - assicura Masu - e in autunno si arriverà sui banchi del consiglio regionale a Cagliari».
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