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S.A.
19 luglio 2012
Furti con il pancione: arrestate Rom in Gallura
Arrestate quattro donne di origine Rom per un furto e uno tentato in abitazione a Olbia e Arzachena. Sono accomunate dall’aver già collezionato con numerosi alias numerosi reati. Tre di loro sono gravide

OLBIA - Furti in appartamento tra Olbia e Arzachena nel pomeriggio di mercoledì. Nel capoluogo gallurese, i carabinieri della sezione operativa del Reparto Territoriale hanno tratto in arresto S. D., 18 anni, e S. J., 25; la prima residente in un campo nomadi di Torino, la seconda in uno di Roma.
I militari le hanno sorprese in via Bonn, nell’abitazione di un’impiegata, dove si erano impossessate di due orologi Rolex e preziosi vari. Le donne erano entrate in casa forzando la porta d’ingresso con due grossi cacciaviti. Da vere professioniste indossavano entrambe dei calzini in spugna nelle mani, per non lasciare tracce del loro passaggio e, in caso di fermo, per non destare sospetti con le forze dell'ordine. Alla 18enne i carabinieri hanno anche notificato un ordine di carcerazione emesso dalla Procura della Repubblica di Orvieto, a seguito di condanna definitiva a 8 mesi per tentato furto in abitazione, provvedimento al quale si era sottratta da oltre un anno, accompagnandola successivamente al carcere di Sassari. La 25enne, invece, essendo in stato di avanzata gravidanza, è stata ricoverata all’ospedale di Olbia.
Un fatto analogo è accaduto nelle stesse ore ad Arzachena. I carabinieri della Stazione locale hanno arrestato per tentato furto in abitazione S. M., 24 anni, e S. J., 28 anni, entrambe residenti a Roma. I militari le hanno sorprese in via A. Moro mentre con un grosso cacciavite stavano forzando la porta d’ingresso dell’abitazione di un finanziere. Anch’esse, essendo in gravidanza, sono state condotte all’ospedale di Olbia, in attesa dell’udienza di convalida. Le quattro donne sono accomunate dall’aver già collezionato con numerosi alias, pur essendo tutte molto giovani, un lungo elenco di furti e tentati furti in abitazioni in varie località italiane. Il loro riconoscimento è stato effettuato attraverso le impronte digitali confrontate nella banca dati delle forze di polizia.
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