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Gianni Marti
16 maggio 2005
Nuova strada Sassari-Alghero, Legambiente: «occorre revisione del progetto»
Nel merito dell’opera, Legambienete Sardegna rileva che essa appare progettata su una pianificazione di oltre trenta anni fa, quando gli insediamenti urbani risultavano arretrati di centinaia di metri rispetto al tracciato e la città non aveva bisogno di una circonvallazione ma di una semplice bretella

ALGHERO – Con una lettera indirizzata all’Assesorato ai Lavori Pubblici del Comune di Alghero e della Regione Autonoma della Sardegna, i portavoce di Legambiente Sardegna Ing. Vincenzo Tiana e quello di Legambiente Alghero, Luciano Deriu, scrivono in merito al nuovo Collegamento veloce Sassari - Alghero – Aeroporto. Su questo argomento secondo l’associazione ambientalista sarda sono necessarie alcune osservazioni, sebbene il 10 febbraio scorso il Consiglio Comunale di Alghero abbia adottato una deliberazione favorevole al progetto definitivo. Infatti, pur riconoscendo i vantaggi e l’opportunità della realizzazione della nuova strada, sicuramente utile alle comunità di Sassari, Alghero, Olmedo e paesi limitrofi, Legambiente sostiene che il progetto risulta definitivo, senza che «alcuna modalità di partecipazione e consultazione sia stata attivata presso i soggetti del territorio rappresentativi di interessi diffusi come le associazioni ambientaliste o i comitati dei quartieri. Tanto che al momento il progetto risulta del tutto sconosciuto alla popolazione algherese». Nel merito dell’opera, Legambienete Sardegna rileva che essa appare progettata su una pianificazione di oltre trenta anni fa, quando gli insediamenti urbani risultavano arretrati di centinaia di metri rispetto al tracciato e la città non aveva bisogno di una circonvallazione ma di una semplice bretella. «Oggi invece la città presenta un assetto assai diverso – sostiene l’associazione ecologista - con una notevole espansione del costruito, per cui si rende necessaria la realizzazione di una circonvallazione alta che aggiri gli insediamenti urbani. Non si capisce perché i progettisti abbiano tenuto conto solo della vecchia pianificazione – si legge ancora nella missiva - e non anche degli studi e degli aggiornamenti maturati in questi anni e confluiti formalmente nel PUC presentato in Consiglio Comunale già dal 1998 e tuttora in corso di discussione presso l’Amministrazione Comunale di Alghero. La previsione del PUC, assai più corretta, considera una circonvallazione alta che lambisce Monte Agnese, confluisce in una sorta di porta su via Vittorio Emanuele e distribuisce il traffico separatamente alla zona nord e alla zona sud». Secondo Deriu e Tiana, inoltre, l’opera in oggetto abbonda, in molti tratti, di svincoli e innesti che non possono che andare a danno dell’ambiente. I due ambientalisti portano ad esempio il tratto che da Punta Moro giunge nella zona di Ungias (periferia Pietraia, stazione ferroviaria) dove credono che non si sia ricercata la soluzione a minore impatto ambientale. Dalla zona di Punta Moro, infatti, con un’ampia curva, l’opera si addentra tra le campagne olivetate della zona rurale Ungius, disabitata trent’anni fa ma ormai totalmente antropizzata. «La strada giunge quindi alle spalle del popoloso quartiere La Pietraia, esattamente a pochi metri da via Pacinotti e, trattandosi di una strada a quattro corsie a scorrimento veloce, tale vicinanza alle abitazioni appare insostenibile per l’inquinamento acustico prodotto. Infine la strada si ricollega poi con la bretella del Carmine e si arresta inspiegabilmente nella via V. Emanuele. Oltre metà della città, tutta la parte sud, rimane tagliata fuori e i problemi distributivi del traffico rimangono in buona parte irrisolti». Ciò che Legambiente Sardegna chiede è, pertanto, una revisione del progetto che vada nella direzione di un riequilibrio del traffico in entrata e in uscita dalla città e costituisca una reale soluzione al problema di una mobilità sempre più insostenibile. «Considerato che la realizzazione dell’opera stradale è per la città una necessità improrogabile – si legge a conclusione della missiva - si auspica una revisione in tempi brevi, fondata sulla considerazione che nel P.U.C., elaborato fin dal 1998 e mai approvato, sono contenuti studi e progetti tecnici di una soluzione alternativa con circonvallazione alta e tangenziali capaci di servire l’intera area urbana».
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