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C.S.
23 dicembre 2012
«Puc poi Circonvallazione»
Le associazioni ambientaliste Codacons, Fai, Lipu e Wwf chiedono prima l’adozione del Piano urbanistico comunale, poi la realizzazione della circonvallazione

ALGHERO - Continua a far discutere il progetto della nuova circonvallazione della città di Alghero. In un documento congiunto le associazioni ambientaliste Codacons, Fai, Lipu e Wwf inviato al Sindaco, all'assessore all'Ambiente e all'Assessore all'Agenda locale 21 scrivono che per la circonvallazione si deve investire non solo denaro pubblico ma sopratutto progettualità e previsione urbanistica per il medio e lungo periodo, pertanto la stessa deve essere strategicamente inserita nella visione urbanistica generale che solo il Puc può avere. Chiedono, prima l’adozione del Piano urbanistico comunale, poi la realizzazione della circonvallazione.
Rispetto al dibattito di queste settimane, concentrato sulla presunta perdita di parte dei finanziamenti, sull’entità dei curvoni e le proprietà fondiarie coinvolte, sui costi degli espropri e sulle modifiche in corso d’opera, le associazioni ambientaliste chiedono prioritariamente una visione urbanistica complessiva, consapevoli del fatto che essa è un’opera pubblica fondamentale per la città, per lo smistamento del traffico e la qualità della vita nel centro urbano in quanto dovrebbe ridurre le concentrazione di emissioni in atmosfera dei motori a scoppio (CO2 e PM 10) seppure al prezzo della distruzione di molta superficie agricola pregiata e olivetata.
Le associazioni ambientaliste dopo un’attenta analisi del progetto e delle relazioni tecniche giungono ad una serie di considerazione e proposte. Intanto l’applicazione del principio perequativo per l’equità distributiva sulla rendita dei fondi interessati per eliminare eventuali pressioni di singoli; l’eliminazione dei curvoni attualmente presenti nel tracciato; una revisione progettuale per la realizzazione della rotatoria in corrispondenza dell’importante asse viario di via XX Settembre piuttosto che averne una in corrispondenza di una strada stretta e poco significativa quale è via Marconi, superando i paventati “problemi idraulici pressoché insormontabili” nell’attraversamento del canale Nord di san Giovanni.
Specialmente Codacons, Fai, Lipu e Wwf chiedono che le oltre 500 piante di ulivo interessate all’espianto per cedere il posto alla strada, piuttosto che essere messe a nuova dimora nell’aiuola spartitraffico larga tre metri che separa le due carreggiate, devono essere ripiantumate in terreni produttivi anche in considerazione del fatto che ogni anno, per vari mesi, le olive ricadrebbero lungo l’asse viario della circonvallazione, costituendo un potenziale pericolo per la sicurezza stradale. Insomma le associazioni ambientaliste temono che gli ulivi espiantati per un motivo o un altro, primo fra tutti l’assenza di fondi adeguati, finiscano nei caminetti come legna da ardere.
Infine auspicano una riflessione con un dibattito in fase progettuale – lanciando l’idea - che in luogo di due carreggiate per il traffico veicolare privato, una di esse venga riservata ad una metropolitana di superficie che in futuro potrà collegare il Capoluogo con l’aeroporto, proseguendo verso il parcheggio intermodale, volto a favorire la mobilità sostenibile urbana prevista nel Puc, per proseguire verso gli uffici comunali di Sant’Anna e raggiungere la strada per Bosa. Proprio per questa visione urbanistica d’insieme le associazioni ambientaliste Codacons, Fai, Lipu e Wwf chiedono prima il Puc poi la Circonvallazione, ma anche incontri pubblici per informare i cittadini.
Nella foto: la simulazione fotografica della nuova circonvallazione di Alghero
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