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Stefano Idili
18 luglio 2005
Aeroporto di Alghero, per Stella Nascente chiedere una verifica sulla Sogeaal non è uno scandalo
«Le risposte principalmente devono essere date ai cittadini, che non sono soltanto dei numeri telefonici da comporre al momento delle consultazioni elettorali, ma che hanno il diritto di conoscere come viene amministrato il proprio denaro»

ALGHERO - «In uno degli ultimi interventi, in merito alla mozione presentata dal gruppo consiliare di Alleanza Nazionale che ha chiesto la costituzione di una commissione d’indagine, si è affermato che siamo al festival dell’ incoerenza». Sulla tormentata questione della ricapitalizzazione della Sogeaal si aggiunge l’intervento di Mario Dore, “Arcobaleno di Stella Nascente”, che scontri politici a parte e com’è nella linea politica del movimento di appartenenza, chiede che ci sia una verifica dei conti per una questione di chiarezza verso i cittadini. Del resto i 400.00,00 euro investiti dal Comune di Alghero, Fondo di Riserva o meno, sono comunque soldi pubblici. Dore ritiene di ricostruire gli ultimi anni del rapporto politica – gestione dell’aeroporto: «Forse tutta la politica è un festival di pessimo gusto e restando in tema di festival, normalmente si indica l’edizione alla quale si è giunti. Questo festival ha come edizione iniziale il 2002, in quanto la data d’inizio della diatriba politica risale proprio all’estate del 2002, quando in città vi furono le elezioni amministrative vinte dal centro destra». In quel periodo, ricorda Dore, il Consiglio di Amministrazione della Sogeaal era presieduto dall’ex Sindaco Prof. Baldino, «che non era di centro destra e si sarebbe dovuto dimettere per dare spazio ad un nuovo Consiglio d’Amministrazione che fosse espressione politica dell’Amministrazione che si era insediata alla guida della città», in considerazione anche del fatto che l’Amministrazione Regionale, Provinciale e Comunale di Sassari, azionisti della Sogeaal, insieme alla Camera di Commercio di Sassari, erano tutte amministrate dal centro destra. «Purtroppo – continua Dore - già da quel momento i conti (politici) iniziavano a non quadrare, poiché i pretendenti alla Presidenza della Sogeaal, una sola, erano più di uno, per cui gli equilibri (non quelli di bilancio) politici non si raggiunsero». Si arriva al 13 e 14 giugno del 2004, quando si vota per il rinnovo del Consiglio Regionale e «a elezioni ancora in corso, visti forse, i sondaggi favorevoli al centro sinistra, nel brevissimo giro di una giornata, anche se, si dice, un pò movimentata». La Giunta Regionale guidata dall’allora presidente Masala riesce a dare un nuovo Consiglio di Amministrazione alla Sogeaal, «cosa che in oltre quattro anni non riuscirono a concretizzare i precedenti presidenti Pili e Floris alternatisi alla guida della Regione». Ma, afferma Dore, il Consiglio d’Amministrazione non si rinnovò sempre per il mancato raggiungimento degli equilibri politici. «Tutto ciò, ovviamente, venne mal accettato dal centro sinistra, o meglio da alcuni esponenti di questo schieramento, tant’è che il 20 ed il 21 giugno, se la memoria non mi tradisce, sul quotidiano l’Unione Sarda ed in Alguer.it, giornale telematico locale, compare un documento con il quale si invita il Presidente ed il Consiglio d’Amministrazione della Sogeaal a dimettersi, “Per non rendersi compartecipi di una gestione clientelare e di lottizzazione politica definitivamente sconfitta dal voto elettorale”». Nella parte finale del suo intervento, Mario Dore esponente del movimento “Arcobaleno di Stella Nascente”, non è dell’opinione che sia uno scandalo il fatto che Amministratori di una Città chiedano accertamenti sulla gestione, non solo finanziaria, assunzioni e quant’altro, di una Società che è sostenuta con denaro pubblico, «perché questo è un dovere di chi e demandato ad amministrare». E, così, conclude Dore: «Schermaglie politiche a parte, ritengo che le risposte principalmente devono essere date ai cittadini, che non sono soltanto dei numeri telefonici da comporre al momento delle consultazioni elettorali, ma che hanno il diritto di conoscere come viene amministrato il proprio denaro».
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