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A.B. 4 settembre 2013
«Carcere di Bancali ancora un cantiere»
Il presidente dell’associazione Socialismo Diritti Riforme Maria Grazia Caligari, pur apprezzando l’impegno del garante Cecilia Sechi, sottolinea «l’assurda situazione della Casa Circondariale»
«Carcere di Bancali ancora un cantiere»

SASSARI - «L’inaugurazione del carcere di Bancali è avvenuta per rimediare alla vergogna di San Sebastiano ma è ancora un cantiere e familiari e cittadini privati della libertà ne pagano le conseguenze». Lo afferma Maria Grazia Caligaris, presidente dell’associazione “Socialismo Diritti Riforme”,sottolineando come «lo straordinario apprezzato impegno della garante Cecilia Sechi non può cancellare l’assurda situazione di una Casa Circondariale dove i lavori non sono ancora conclusi. Il Padiglione destinato ai ristretti in regime di carcere duro non è stato infatti ancora completato e l’impresa prosegue nell’allestimento a pochi passi dalle sezioni detentive».

«Il Ministero della Giustizia – evidenzia Caligaris – ha acquisito da quello delle Infrastrutture solo una parte di un Istituto che quindi non è ancora in grado di accogliere tutti i detenuti previsti. Il fatto che non si sia tenuta precedentemente all’inaugurazione una conferenza dei servizi con tutte la parti interessate, comprese l’Amministrazione Comunale e l’Azienda trasporti pubblici, ha provocato inoltre gravi disagi per i familiari. Le carceri infatti devono poter essere raggiunte agevolmente attraverso i mezzi pubblici e il sistema aereo-portuale, anche perché purtroppo non viene rispettata la territorialità della esecuzione penale e i parenti giungono da diversi centri della Penisola. Le persone inoltre portano con sé spesso bambini e pacchi da consegnare ai loro familiari. Non disporre di una fermata in prossimità dell’ingresso e di una pensilina per aspettare l’autobus equivale a creare un’insormontabile difficoltà soprattutto quando oltre ai più piccoli ci sono persone anziane e/o disabili».

«L’amministrazione penitenziaria sembra invece voler ignorare che ogni struttura penitenziaria ospita settimanalmente il doppio se non il triplo di persone in occasione dei colloqui. Finora il nuovo carcere di Sassari-Bancali accoglie i circa 160 ex detenuti di San Sebastiano, ma occorre considerare che, una volta a regime, i cittadini privati della libertà saranno non meno di 450, numeri importanti a cui corrispondono gli altri ancora più impegnativi dei loro parenti in visita. L’auspicio – conclude la presidente di Sdr – è che almeno a Uta, dove i detenuti saranno circa 650, si provveda a creare la rete viaria, i trasporti e le infrastrutture di accoglienza per i parenti non dopo che sarà inaugurato ma prima anche per evitare di gravare sulle famiglie già purtroppo provate dalla reclusione dei propri cari».
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