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Marcello Simula
16 settembre 2005
Comitato Lu Puntulgiu, consegnate in Regione le 17000 firme contro il caro-politica
La documentazione per la proposta di legge contro gli ipertrofici stipendi dei politici regionali è arrivata sulla scrivania del presidente del consiglio regionale Giacomo Spissu

CAGLIARI - Circa centocinquantamila euro all´anno. Questo è lo stipendio netto, contanti in tasca, percepito dai nostri consiglieri regionali. Un po´ troppo per i diciassettemila sardi che hanno firmato la proposta di legge presentata dal comitato "Lu Puntulgiu", consegnata ieri mattina sulla scrivania del presidente del consiglio regionale Giacomo Spissu. Fulcro della proposta è quello di ridurre del cinquanta percento gli indennizzi degli onorevoli sardi, portando la diaria mensile dei consiglieri da diciottomilacinquecento euro lordi a poco più di novemila.
La raccolta di firme, che ha coinvolto 377 comuni dell´isola, ha ottenuto i risultati più importanti a Nuoro con 1600 adesioni, a Sassari con 1200, e ad Alghero che ha contribuito con 800 firme.
Il consenso per l´iniziativa si è allargato ora anche fuori dall´isola, dando vita a un dibattito sui costi esagerati della politica che ha visto coinvolti, tra gli altri, Romano Prodi, Fausto Bertinotti e Niki Vendola.
«Questo, tuttavia, è solo l´inizio», così Franco Masu, portavoce del movimento, che ora guarda al continente, pronto a interessarsi direttamente ai portafogli dei parlamentari: il prossimo obiettivo per il comitato è infatti il traguardo delle cinquantamila firme, minimo necessario per sottoporre alle camere la proposta di ridurre gli stipendi di deputati e senatori, abolendo definitivamente i vitalizi per parlamentari e consiglieri regionali.
Di sicuro, davanti alla valanga di firme raccolta da Lu Puntulgiu, alla regione non potranno più fare finta di niente.
Un po´ di pessimismo, comunque, rimane: è noto che le uniche votazioni che vedono andare d´accordo opposizione e maggioranza sono quelle che riguardano l´aumento degli stipendi di consiglieri e onorevoli. E allora non bisogna fare affidamento tanto sul senso morale dei nostri rappresentanti, quanto su quella briciola di pudore che si spera gli sia rimasta per affrontare con serenità questo delicato argomento.
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