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Sara Alivesi
4 gennaio 2014
170mila euro contro la crisi Alghero è sold-out solo il 31
Alghero spende più di Cagliari e Sassari per il calendario degli eventi natalizi e il Capodanno, con due obiettivi: promuovere il territorio e sostenere l’economia locale e si conferma il primo Capodanno di Sardegna. Ma il pienone c’è solo la notte di San Silvestro

ALGHERO – E’ calato il sipario sul Capodanno ad Alghero che verrà ricordato per la band dei Negrita, protagonista della notte di San Silvestro; per i tradizionali fuochi d’artificio che hanno illuminato il cielo sopra il porto; e per la fiumana di gente tra la banchina e il centro storico che ha riportato (se non fosse per le temperature) la Riviera del Corallo alle atmosfere estive di Ferragosto o ai boom dei primi Cap d’Any. Poi sono sopraggiunti i tagli agli enti, ma anche la concorrenza interna di altre località, da Castelsardo a Olbia, ha contribuito ad insidiare il primato algherese sull’ultima notte dell’anno. Per questo la città catalana della Sardegna quest’anno ha deciso di andare in controtendenza, approfittando anche del basso profilo mantenuto da molti Comuni.
Il capoluogo gallurese ancora ferito dall’alluvione ha avuto altre priorità, ma anche Cagliari e Sassari hanno scelto un calendario più sobrio per il budget natalizio. Solo l'antico borgo dei Doria ha puntato su un big tra i cantanti ospitando Irene Grandi - già protagonista ad Alghero in passato - ma lo ha fatto con un ritardo che non ha aiutato alla promozione dell’evento. E poi ci sono state Stintino che ha esordito nei festeggiamenti di San Silvestro, così come Golfo Aranci. Tutto ha un prezzo, naturalmente. E quello speso da Sant’Anna è stato il più alto dell’isola (per tutta la programmazione natalizia compreso il cachet della band toscana): circa 170mila euro, contro i 120mila di Cagliari e i 100mila di Sassari.
Più complesso stabilire se i conti pubblici hanno restituito un tornaconto reale alle imprese e attività del territorio; vero obiettivo della Fondazione Meta che gestisce gli eventi turistici e culturali in città. L’analisi è di molte luci e qualche ombra, come succede da alcuni anni, quelli della crisi economica in particolare, nel settore turistico-ricettivo e il suo indotto. Promosso a pieni voti San Silvestro e a dirlo sono ancora una volta i numeri: occupati oltre 1600 posti letto negli alberghi (senza considerare b&b, case vacanza e l’inevitabile sommerso), e il gran pienone dei ristoranti e locali tra il centro e l’agro. Meno bene i giorni spalla, il 30 e il primo gennaio, «semideserte» come riferisce Stefano Visconti, presidente del Consorzio Turistico Riviera del Corallo, che comprende otto dei dieci hotel operativi nei giorni festivi.
I confronti con l’anno precedente sono dunque inevitabili. Il 2014 batte il 2013 solo per una notte, quella dei Negrita per intenderci, «di cui è indiscusso il riscontro in termini di immagine e richiamo» secondo il numero uno del consorzio, ma il 2013 prevale sulle altre, aiutate da un calendario favorevole (vicino al week-end) e forse da un anno in meno di tasse e imposte sulle spalle dei contribuenti. Per il resto è invariato il mercato, il 95% resta interno (soprattutto da Medio Campidano, Cagliaritano e Oristanese), così come i prezzi che in diversi casi sono stati ritoccati al ribasso. Anche queste magie in tempi di crisi.
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