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Pierpaola Pisanu
5 novembre 2005
E´ finita la pacchia per una coppia di truffatori algheresi
Si sono arredati casa. Sfoggiavano sempre auto nuove fiammanti. Hanno acquistato numerosi elettrodomestici e cellulari di ultima generazione. A pagare i conti, ignare vittime

ALGHERO - Si sono arredati casa. Sfoggiavano sempre auto nuove fiammanti. Hanno acquistato numerosi elettrodomestici e cellulari di ultima generazione. A pagare i conti, ignare vittime. Ma la pacchia per una coppia di truffatori algheresi è finita ieri sera, quando sono stati condotti a San Sebastiano dagli agenti del commissariato cittadino. A carico di Francesco Serra di 34 anni e la sua convivente Antonella Congiu, più piccola di quattro anni, pendono circa 30 capi di imputazione. Si va dall’accusa di furto e truffa, alla falsificazione di atti pubblici e privati, alla ricettazione. I particolari dell’operazione condotta in stretta sinergia tra polizia e la Procura della repubblica, sono stati illustrati stamattina dal dirigente del commissariato Fortunato Marazzitta. Le indagini sono scattate alla fine del 2004, quando ad un posto di blocco, è stato fermato Francesco Serra. Guidava senza patente, ma questo è il meno. Aveva esibito una carta di identità risultata falsa e dal controllo sul libretto di circolazione è saltato fuori che la Mondeo su cui viaggiava, era di proprietà di una donna. «E’ mia cugina», si era giustificato l’uomo alla guida. In realtà la sventurata signora era delle cinquanta vittime della coppia di truffatori. Interpellata dai poliziotti, non aveva mai acquistato una macchina. Non aveva nemmeno la patente. Durante la perquisizione nell’appartamento dove Serra viveva con la sua complice, gli agenti hanno ritrovato una mole di documenti contraffatti: patenti, carte di identità, buste paga, addirittura un atto notarile. Su tutti, i due giovani avevano applicato la loro foto. Attraverso un annuncio sull’Occasione, attiravano nella loro casa aspiranti baby sitter, per il loro bambino. Si facevano lasciare i documenti dopodiché li utilizzavano per accendere finanziarie in tutta la Sardegna. Con questo sistema, che la ragazza conosceva bene visto che lavorava proprio per uno di questi istituti di credito, hanno comprato merce per un valore di 200 mila euro. Bloccata proprio ieri la consegna di 9 mila euro di mobili, acquistati in un’azienda di Olmedo. Tra gli acquisti, quattro autovetture, di cui una intestata alla madre di Antonella Congiu, vittima anch’essa della figlia. I bollettini di pagamento arrivavano al domicilio dei truffatori, così gli inconsapevoli acquirenti morosi, la maggior parte disoccupati, si sono ritrovati dopo un anno nel registro dei protesti. Un lavoro certosino quello degli inquirenti, che negli ultimi dieci mesi, hanno scartabellato tutto il materiale sequestrato, convocato le cinquanta vittime e ricostruito i passaggi delle varie truffe. «Ogni storia è un caso a sè», ha detto Marazzitta.
Nella foto Francesco Serra e Antonella Congiu
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